LETTERA APERTA AL DIRETTORE DEL MUSEO E DEL REAL BOSCO DI CAPODIMONTE, EIKE SCHMIDT




Egregio Direttore,

Le scrivo per sottoporle una proposta che riguarda uno dei luoghi più rappresentativi della nostra città, il Real Bosco di Capodimonte, e una giornata simbolica per la sua fruizione, quella di Pasquetta.

Da anni, come è noto, il Bosco resta chiuso nel lunedì dell’Angelo. Una scelta maturata nel tempo, comprensibile alla luce delle criticità che in passato hanno accompagnato quella giornata, tra afflussi difficili da gestire, rifiuti, danni al verde e problemi di ordine pubblico.

Eppure, proprio perché quella decisione nasce da un contesto ormai lontano, oggi potrebbe essere utile interrogarsi sulla sua attualità.

In molte realtà italiane, anche caratterizzate da grandi parchi storici e complessi, si è scelto nel tempo di affrontare giornate come Pasquetta non con la chiusura preventiva, ma con modelli organizzativi più articolati, basati su regole, controlli e responsabilizzazione dei cittadini.

Nella stessa Napoli, la Villa Floridiana, pur nella sua dimensione più contenuta, resta regolarmente aperta anche in quella giornata, offrendo un esempio concreto di fruizione pubblica gestita, e non negata.

È evidente che il Bosco di Capodimonte, per estensione e caratteristiche, rappresenti una realtà ben più complessa. Ma proprio per questo, il principio non può essere completamente diverso.

Protrarre sine die una chiusura preventiva rischia di trasmettere, anche se in modo non esplicito, un messaggio di sfiducia nei confronti dei cittadini, quasi una presunzione di incapacità a gestire correttamente uno spazio pubblico così rilevante.

Un’impostazione che, nel tempo, può apparire come una forma di distanza, se non addirittura, velatamente, di discriminazione nei confronti di una comunità che, invece, mostra segnali evidenti di crescita culturale e sociale.

Napoli è cambiata, e continua a cambiare.
È cambiato il modo di vivere gli spazi pubblici, è cresciuta una sensibilità diffusa verso l’ambiente, soprattutto tra i più giovani, e si avverte sempre più l’esigenza di una città che non si limiti a prevenire i problemi attraverso i divieti, ma che provi a governarli attraverso la responsabilità.

In questo senso, la riapertura del Bosco a Pasquetta potrebbe rappresentare non solo una scelta organizzativa, ma un vero e proprio banco di prova civico.

Naturalmente, non si tratta di ignorare le difficoltà. Al contrario, si tratterebbe di affrontarle con strumenti adeguati: accessi regolati, presidi rafforzati, divieti chiari, a partire da quello assoluto di fuochi e barbecue, un’organizzazione straordinaria dei servizi di controllo e pulizia.

Non un’apertura indiscriminata, ma una gestione consapevole di una giornata complessa.

Per questo, la proposta potrebbe trovare una sua concreta realizzazione guardando non all’immediato, ma alla Pasquetta del 2027. Un orizzonte temporale che consentirebbe di pianificare con attenzione ogni aspetto organizzativo, coinvolgendo anche le istituzioni locali, le associazioni e le realtà civiche.

Sarebbe, in questo modo, non una concessione, ma un progetto.

Il Real Bosco di Capodimonte, per estensione e valore, rappresenta il contesto più impegnativo in cui misurare questa sfida. Ed è proprio per questo che un’eventuale riapertura assumerebbe un significato ancora più rilevante.

Chiudere elimina il problema.
Aprire, regolando, significa affrontarlo.

E forse oggi Napoli è pronta per farlo.

Una Pasquetta a Capodimonte, dopo tanti anni, non sarebbe soltanto una riapertura. Sarebbe un segnale.
Un segnale di fiducia nei cittadini e, insieme, una verifica della loro capacità di meritarla.

Con osservanza,


Raffaele Ambrosino

Commenti

  1. Purtroppo questo e' il prezzo che dobbiamo pagare per la dilagante incivilta', per la mancanza di rispetto per i luoghi e er la citta' . Tanto degrado e' anche sistemico non solo per le amministrazioni che si sono soccedute, ma per i tanti che pur abitanndo in questa citta' sono dei trogloditi. Mi scuso per il mio intervento ,ma, pur riconoscendo la legittimita' della richiesta. sono profondamente indignata e desidero che le nostre bellezze siano tutelate.

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