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REFERENDUM, NAPOLI SPACCATA: VOMERO AL 18%, PERIFERIE SOTTO IL 10%

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  Napoli vota, ma non allo stesso modo. Il dato dell’affluenza alle ore 12 per il referendum costituzionale del 2026, fermo al 12,15% in città, nasconde una frattura territoriale netta, che attraversa quartieri, abitudini e condizioni sociali. A trainare la partecipazione sono le aree collinari e centrali. In testa la Municipalità 5, Vomero e Arenella, con il 18,07%, un dato nettamente superiore alla media cittadina. Subito dopo la Municipalità 1, Chiaia, Posillipo, San Ferdinando, al 15,68%, e la Municipalità 10, Fuorigrotta e Bagnoli, al 14,79%. Qui l’affluenza si avvicina ai livelli delle consultazioni più partecipate, segno di una maggiore mobilitazione dell’elettorato. Nella fascia intermedia si collocano le municipalità del centro storico e di alcune aree urbane consolidate. La Municipalità 2, con quartieri come Avvocata, Montecalvario, Mercato e Porto, si attesta all’11,44%, seguita dalla Municipalità 3 (San Carlo all’Arena, Stella) all’11,27%. Più indietro la Municipalità...

REFERENDUM, AFFLUENZA IN RIPRESA: IL 2026 PARTE MEGLIO DEL 2020

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  Segnali di vitalità. L’affluenza alle ore 12 del referendum costituzionale del 2026 si attesta al 14,76%, un dato che, se letto nel confronto storico, racconta una partenza più solida rispetto all’ultima consultazione referendaria. Nel 2020, alla stessa ora, la partecipazione si fermava poco sopra il 12%. Oggi il quadro appare diverso: la crescita di oltre due punti percentuali indica che una quota più ampia di elettori ha scelto di recarsi alle urne già nelle prime ore della giornata. Resta lontano il picco del 2016, quando alle 12 si sfiorava il 20%, preludio a una partecipazione finale superiore al 65%. Ma il confronto non può essere meccanico. Anche il referendum del 2026 si inserisce in un contesto politico attraversato da divisioni e contrapposizioni, seppur diverse per natura e intensità rispetto a quelle di dieci anni fa. Il dato attuale si colloca dunque in una fascia intermedia, ma tutt’altro che neutra. L’affluenza sopra il 14% suggerisce che il referendum sta mobilita...

CENTRODESTRA CAMPANO, PIÙ SCONTRI CHE STRATEGIA

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  Prima le commissioni, poi il capo dell’opposizione, quindi le candidature nei comuni. Non è un episodio isolato, ma una sequenza che, letta nel suo insieme, restituisce l’immagine di un centrodestra campano attraversato da tensioni crescenti. Il primo passaggio si consuma in Consiglio regionale. La Lega, con il sostegno di Fratelli d’Italia, ottiene la presidenza di una commissione speciale che Forza Italia considerava di propria competenza. Un episodio che va oltre la semplice distribuzione degli incarichi e che segna un riequilibrio nei rapporti interni alla coalizione. A questo si aggiunge il confronto sulla guida dell’opposizione. La proposta di indicare Gennaro Sangiuliano trova una convergenza significativa tra Lega e Fratelli d’Italia, ma incontra la netta contrarietà di Forza Italia, che rivendica un diverso criterio di rappresentanza e si orienta su un’altra soluzione. Anche in questo caso, il dissenso non resta confinato al piano interno, ma si manifesta apertamente. Il...

NAPOLI E CAMPANIA, IL CENTRODESTRA LITIGA E IL CAMPO LARGO RINGRAZIA

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  Elettori del centrodestra stufi di litigi e sgambetti, chiedono unità, programmi e una coalizione che parli finalmente con una sola voce A guardarla da fuori, la scena è quasi surreale. In una regione e in una città dove il centrosinistra governa da anni, dove il cosiddetto campo largo prova a consolidarsi, dove ogni spazio politico andrebbe conquistato centimetro dopo centimetro, il centrodestra decide di fare cosa? Litigare. Litigare sul capo dell’opposizione in Consiglio regionale. Litigare sui numeri. Litigare sui criteri. Litigare a colpi di comunicati stampa. Intendiamoci, discutere è legittimo. Anche scontrarsi può essere fisiologico. Ma c’è un luogo per ogni cosa. Le coalizioni serie discutono nei tavoli di coordinamento, nelle riunioni politiche, nei vertici di coalizione. Non nelle agenzie di stampa e non con piccoli sgambetti istituzionali che finiscono per indebolire tutti. E invece, proprio mentre il centrodestra governa il Paese e dovrebbe provare a costruire an...

COMUNALI 2027, IL CENTRODESTRA SI MUOVE A MILANO. NAPOLI RESTA FERMA

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Il percorso che porterà alla scelta dei candidati sindaco nelle grandi città italiane per le elezioni amministrative del 2027 sta già iniziando a prendere forma. In alcune realtà il confronto politico è stato avviato apertamente, con incontri pubblici e primi ragionamenti sui possibili profili. In altre città, invece, il dibattito resta ancora sullo sfondo. È il caso di Milano, dove negli ultimi giorni il centrodestra ha iniziato a discutere pubblicamente delle possibili candidature. Durante un incontro promosso da Letizia Moratti è stata evocata persino la presenza del futuro candidato sindaco di Forza Italia tra i relatori dell’iniziativa, alimentando immediatamente il confronto sui possibili profili civici e istituzionali su cui la coalizione potrebbe ragionare. Sempre nel capoluogo lombardo, il partito Noi Moderati , guidato da Maurizio Lupi, ha avviato una campagna di ascolto sul territorio incontrando categorie professionali, realtà civiche e rappresentanti del mondo produttivo...

IO, ENZO TORTORA E IL VOTO PER IL REFERENDUM

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  Negli anni Ottanta la vicenda di Enzo Tortora fu per me uno spartiacque. Non solo per l’errore giudiziario che lo travolse, ma per ciò che quella storia rivelò sul funzionamento del sistema. Un uomo amato dal pubblico, trasformato in poche ore nel simbolo di una colpevolezza costruita, poi crollata. E intanto mesi di carcere, anni di fango, una vita segnata per sempre. Lessi tutto ciò che potevo, verbali, sentenze, articoli, libri. Cercavo di capire. Fu allora che mi avvicinai alla politica e mi iscrissi al Partito Radicale , perché la battaglia per la sua innocenza era una battaglia di civiltà giuridica, di garantismo, di difesa della presunzione di innocenza. Negli anni successivi il mio percorso politico è proseguito fino alla mia elezione al Comune di Napoli nelle liste di Forza Italia . Cambiarono i contesti, non i principi. Da consigliere comunale proposi l’intitolazione di una strada a Tortora. Fu scelta una strada nel quartiere di Fuorigrotta , proprio dove sorgono gl...

FICO E LA FESTA CHE NON LO RIGUARDA

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          Napoli canta. La Campania pure. Sal Da Vinci vince il Festival di Sanremo , la città si riconosce in quel trionfo popolare, i social esplodono, le istituzioni si accodano. Alcune con prontezza. Il sindaco Gaetano Manfredi è tra i primi a congratularsi pubblicamente. Messaggio chiaro, orgoglio per Napoli, invito ufficiale a Palazzo San Giacomo già annunciato. Tempismo istituzionale, gesto simbolico, presenza. Poi c’è il presidente della Regione, Roberto Fico . Quasi mezzogiorno di oggi. Silenzio. Nessuno gli chiedeva di intonare il ritornello. Nessuno pretendeva che replicasse i gesti ormai virali del cantante. Bastava una riga, una formula istituzionale, un cenno di riconoscimento. Perché qui non si discute di estetica musicale. Si discute di rappresentanza. Quando un artista campano porta a casa il trofeo dell’Ariston, non è solo spettacolo, è identità collettiva. È un pezzo di Campania che sale sul palco nazionale. Forse il genere non lo ent...