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MUNICIPALITÀ E DECENTRAMENTO: NAPOLI E ROMA A CONFRONTO, IL NODO È IL POTERE

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Il caso dei gettoni di presenza nelle municipalità di Napoli apre un confronto diretto con il modello di Roma Capitale , mettendo in evidenza differenze strutturali che vanno ben oltre gli importi percepiti. Partiamo dai numeri. A Napoli le municipalità sono 10, ciascuna con circa 30 consiglieri e una popolazione media intorno ai 90mila abitanti. A Roma, invece, i Municipi sono 15, con 24 consiglieri più il presidente e una popolazione che oscilla tra i 150mila e i 250mila residenti, praticamente il doppio. Anche la composizione degli organi esecutivi cambia. Nelle municipalità napoletane la giunta è composta dal presidente, da tre assessori e da un vicepresidente scelto tra i consiglieri. Nei Municipi romani, invece, il presidente è affiancato da una giunta più ampia, con fino a sei assessori, tra i quali può essere individuato anche il vicepresidente. Sul piano economico, però, le differenze si assottigliano solo in parte. A Napoli il gettone di presenza per i consiglieri municip...

ROTTAMAZIONE CARTELLE: IL CONSIGLIO DICE Sì ALL’UNANIMITÀ

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  La rottamazione dei tributi locali passa in Consiglio comunale. E lo fa con un voto unanime che segna una svolta rispetto alle tensioni e ai rinvii delle settimane precedenti. Nella seduta di oggi,  25 marzo , l’aula ha approvato l’ordine del giorno presentato dal consigliere Fulvio Fucito, capogruppo della Lista Manfredi sindaco - che si è speso tantissimo per questa misura - relativo all’adesione del Comune di Napoli alla definizione agevolata dei tributi locali, così come prevista dalla normativa nazionale e, in particolare, dalle disposizioni contenute nell’ultima legge di bilancio, che ha riaperto i termini della cosiddetta “rottamazione” estendendone la possibilità anche agli enti locali previa deliberazione degli stessi. Un passaggio arrivato dopo l’approvazione dell’emendamento proposto dal capogruppo del Partito Democratico, Gennaro Acampora, che impegna l’amministrazione a farsi portavoce presso il Governo per l’istituzione di un fondo compensativo destinato ai...

REFERENDUM, NAPOLI SPACCATA: VOMERO AL 18%, PERIFERIE SOTTO IL 10%

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  Napoli vota, ma non allo stesso modo. Il dato dell’affluenza alle ore 12 per il referendum costituzionale del 2026, fermo al 12,15% in città, nasconde una frattura territoriale netta, che attraversa quartieri, abitudini e condizioni sociali. A trainare la partecipazione sono le aree collinari e centrali. In testa la Municipalità 5, Vomero e Arenella, con il 18,07%, un dato nettamente superiore alla media cittadina. Subito dopo la Municipalità 1, Chiaia, Posillipo, San Ferdinando, al 15,68%, e la Municipalità 10, Fuorigrotta e Bagnoli, al 14,79%. Qui l’affluenza si avvicina ai livelli delle consultazioni più partecipate, segno di una maggiore mobilitazione dell’elettorato. Nella fascia intermedia si collocano le municipalità del centro storico e di alcune aree urbane consolidate. La Municipalità 2, con quartieri come Avvocata, Montecalvario, Mercato e Porto, si attesta all’11,44%, seguita dalla Municipalità 3 (San Carlo all’Arena, Stella) all’11,27%. Più indietro la Municipalità...

REFERENDUM, AFFLUENZA IN RIPRESA: IL 2026 PARTE MEGLIO DEL 2020

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  Segnali di vitalità. L’affluenza alle ore 12 del referendum costituzionale del 2026 si attesta al 14,76%, un dato che, se letto nel confronto storico, racconta una partenza più solida rispetto all’ultima consultazione referendaria. Nel 2020, alla stessa ora, la partecipazione si fermava poco sopra il 12%. Oggi il quadro appare diverso: la crescita di oltre due punti percentuali indica che una quota più ampia di elettori ha scelto di recarsi alle urne già nelle prime ore della giornata. Resta lontano il picco del 2016, quando alle 12 si sfiorava il 20%, preludio a una partecipazione finale superiore al 65%. Ma il confronto non può essere meccanico. Anche il referendum del 2026 si inserisce in un contesto politico attraversato da divisioni e contrapposizioni, seppur diverse per natura e intensità rispetto a quelle di dieci anni fa. Il dato attuale si colloca dunque in una fascia intermedia, ma tutt’altro che neutra. L’affluenza sopra il 14% suggerisce che il referendum sta mobilita...

CENTRODESTRA CAMPANO, PIÙ SCONTRI CHE STRATEGIA

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  Prima le commissioni, poi il capo dell’opposizione, quindi le candidature nei comuni. Non è un episodio isolato, ma una sequenza che, letta nel suo insieme, restituisce l’immagine di un centrodestra campano attraversato da tensioni crescenti. Il primo passaggio si consuma in Consiglio regionale. La Lega, con il sostegno di Fratelli d’Italia, ottiene la presidenza di una commissione speciale che Forza Italia considerava di propria competenza. Un episodio che va oltre la semplice distribuzione degli incarichi e che segna un riequilibrio nei rapporti interni alla coalizione. A questo si aggiunge il confronto sulla guida dell’opposizione. La proposta di indicare Gennaro Sangiuliano trova una convergenza significativa tra Lega e Fratelli d’Italia, ma incontra la netta contrarietà di Forza Italia, che rivendica un diverso criterio di rappresentanza e si orienta su un’altra soluzione. Anche in questo caso, il dissenso non resta confinato al piano interno, ma si manifesta apertamente. Il...

NAPOLI E CAMPANIA, IL CENTRODESTRA LITIGA E IL CAMPO LARGO RINGRAZIA

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  Elettori del centrodestra stufi di litigi e sgambetti, chiedono unità, programmi e una coalizione che parli finalmente con una sola voce A guardarla da fuori, la scena è quasi surreale. In una regione e in una città dove il centrosinistra governa da anni, dove il cosiddetto campo largo prova a consolidarsi, dove ogni spazio politico andrebbe conquistato centimetro dopo centimetro, il centrodestra decide di fare cosa? Litigare. Litigare sul capo dell’opposizione in Consiglio regionale. Litigare sui numeri. Litigare sui criteri. Litigare a colpi di comunicati stampa. Intendiamoci, discutere è legittimo. Anche scontrarsi può essere fisiologico. Ma c’è un luogo per ogni cosa. Le coalizioni serie discutono nei tavoli di coordinamento, nelle riunioni politiche, nei vertici di coalizione. Non nelle agenzie di stampa e non con piccoli sgambetti istituzionali che finiscono per indebolire tutti. E invece, proprio mentre il centrodestra governa il Paese e dovrebbe provare a costruire an...

COMUNALI 2027, IL CENTRODESTRA SI MUOVE A MILANO. NAPOLI RESTA FERMA

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Il percorso che porterà alla scelta dei candidati sindaco nelle grandi città italiane per le elezioni amministrative del 2027 sta già iniziando a prendere forma. In alcune realtà il confronto politico è stato avviato apertamente, con incontri pubblici e primi ragionamenti sui possibili profili. In altre città, invece, il dibattito resta ancora sullo sfondo. È il caso di Milano, dove negli ultimi giorni il centrodestra ha iniziato a discutere pubblicamente delle possibili candidature. Durante un incontro promosso da Letizia Moratti è stata evocata persino la presenza del futuro candidato sindaco di Forza Italia tra i relatori dell’iniziativa, alimentando immediatamente il confronto sui possibili profili civici e istituzionali su cui la coalizione potrebbe ragionare. Sempre nel capoluogo lombardo, il partito Noi Moderati , guidato da Maurizio Lupi, ha avviato una campagna di ascolto sul territorio incontrando categorie professionali, realtà civiche e rappresentanti del mondo produttivo...