DE LUCA: DUE LISTE “GUARDIANE” E UN CENNO CHE LASCIA INTRAVEDERE GIOSI ROMANO
Riunione a porte chiuse oggi pomeriggio, nella Sala De Sanctis di Palazzo Santa Lucia, per Vincenzo De Luca e i consiglieri della sua maggioranza. Un incontro per serrare le fila dopo settimane di incertezze e voci, in cui il governatore ha chiarito, innanzitutto, che “per ora non si parla e non si è deciso su nessun nome” da indicare per la presidenza della Regione. Ma le novità non sono mancate.
De Luca ha infatti ipotizzato non una ma due liste da presentare nella costruenda coalizione del cosiddetto Campo largo, liste “di programma”, come le ha definite. Obiettivo: aumentare le possibilità di rielezione per i suoi candidati e far sì che gli eletti diventino una sorta di guardiani del patto di programma, vigilando sull’attuazione degli impegni condivisi con Pd, M5s e altre forze. Il programma stesso dovrà essere discusso a inizio settembre su convocazione degli interlocutori, con la precisazione che, se ci fossero ritardi, sarà lo stesso presidente a convocare il tavolo.
Un passaggio rilevante del discorso è stato il caloroso appello ai suoi a intercettare il voto moderato. Sul punto, De Luca ha speso parole di apprezzamento per Giosi Romano, figura di area centrista che, nel 2020, aveva presentato la lista Fare democratico a sostegno proprio della sua candidatura. Un riferimento non casuale: Romano è indicato da più fonti come possibile candidato del centrodestra e il segnale del governatore fa pensare a un potenziale e clamoroso cambio di rotta. In caso di rottura totale con la segretaria Pd Elly Schlein, De Luca potrebbe portare proprio a Romano le sue due liste, generando un terremoto politico di ampia portata.
A supporto di questa tesi estrema vi sono alcuni elementi che testimoniano un avvicinamento al centrodestra: Forza Italia, con Fulvio Martusciello e il suo vice Francesco Librandi, che invoca l’uscita della Regione dal piano di rientro sanitario, contrariamente al parere negativo espresso dal Ministero della Salute; la richiesta di ingresso della Regione, finora tenuta fuori, nella gestione e nell’organizzazione della Coppa America; e non da ultima, la votazione dei rappresentanti del governo insieme a quelli della Regione, in contrapposizione al sindaco Gaetano Manfredi, per l’indicazione del nuovo soprintendente del Teatro San Carlo.
In questo quadro, il governatore ha invitato tutti a mantenere sangue freddo in attesa degli sviluppi, anche in relazione alla convocazione del congresso regionale del Partito democratico, dove tra i possibili candidati alla segreteria c’è Piero De Luca, figlio del presidente.
Un’ipotesi di rottura frontale con la linea nazionale del Pd che, se si concretizzasse, rimescolerebbe pesantemente le carte in Campania. La storia recente insegna che in politica le alleanze possono ribaltarsi: basti pensare al Movimento 5 Stelle, capace di governare prima con la Lega e poi con il Pd. Le prossime settimane, tra il tavolo di settembre e le scelte congressuali, diranno se quella di oggi resterà una semplice riunione di allineamento o l’anticamera di uno degli scossoni più forti degli ultimi anni.
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