FORZA ITALIA, IN CAMPANIA È PARTITA LA RESA DEI CONTI
Una lettera -che potete leggere integralmente alla fine dell'articolo- a firma del senatore Francesco Silvestro e dei deputati Annarita Patriarca e Pino Bicchielli: tre parlamentari campani di Forza Italia che hanno deciso di intervenire direttamente sulla gestione del partito nella regione.
Non una semplice missiva. È l’apertura di una fase nuova, qualcuno la definisce senza mezzi termini una vera e propria rivoluzione interna. E la Campania, ancora una volta, diventa il laboratorio politico dove le tensioni nazionali di Forza Italia si manifestano con maggiore evidenza.
La missiva, che
pubblichiamo integralmente alla fine dell’articolo, è stata indirizzata a
Marina Berlusconi, al segretario nazionale Antonio Tajani e allo stesso
coordinatore regionale Fulvio Martusciello. Un triplo destinatario che da solo
racconta la portata politica dell’iniziativa: non una polemica locale, ma una
questione che investe i vertici del partito.
Il contenuto è
formalmente improntato all’unità, ma politicamente chiarissimo. La richiesta di
sospendere la stagione congressuale, alla vigilia delle amministrative di
maggio , è tutt’altro che neutra. Significa intervenire su un congresso
imminente, verosimilmente previsto proprio nelle prossime settimane, e dunque
su un passaggio che avrebbe consolidato gli equilibri attuali.
Tradotto: fermare il
congresso oggi equivale a rinviare la verifica della leadership, rimandando il
confronto a dopo le elezioni amministrative.
Non si tratta di una
contestazione esplicita, ma di una messa in discussione della gestione. Il
richiamo a “evitare divisioni” e a “valorizzare tutta la classe dirigente”
suona come una critica implicita a un modello ritenuto da alcuni troppo chiuso
e selettivo. L’obiettivo dichiarato, infatti, è riportare Forza Italia a essere
un partito attrattivo, aperto, capace di allargare il consenso e non di
restringerlo.
Un’impostazione che si
inserisce perfettamente nel dibattito nazionale, dove più voci vicine alla
famiglia Berlusconi hanno richiamato la necessità di un rinnovamento, nei volti
e nei metodi. E non è un caso che, proprio in queste ore, si discuta anche di
una possibile riorganizzazione ai vertici parlamentari, con Paolo Barelli
pronto a lasciare l’incarico per una probabile nomina a sottosegretario. Un
segnale ulteriore di un partito in movimento, impegnato a ridefinire equilibri
e ruoli.
In questo quadro, la
Campania diventa il terreno dove quella tensione prende forma concreta.
Va detto, però, che la
figura di Fulvio Martusciello continua a essere considerata, anche dai suoi
interlocutori, quella di un politico instancabile. Presenza costante sui
territori, capacità di costruire relazioni e consenso, una mobilità continua
tra i comuni della Campania che lo rende uno dei dirigenti più attivi del
partito. Un lavoro quotidiano, capillare, che negli anni ha contribuito a
mantenere viva e organizzata la struttura azzurra in una regione complessa.
Ed è proprio questa
centralità operativa, tuttavia, che secondo alcuni osservatori finisce per
accentrare anche le dinamiche decisionali. Il nodo, infatti, non è soltanto
interno. Negli ultimi mesi si è fatta strada, anche tra gli alleati, una
critica sempre più ricorrente: il coordinamento regionale finirebbe per entrare
in conflitto più con gli alleati che con gli avversari. Una dinamica emersa in
più occasioni, dallo scontro sulla candidatura a sindaco di Pagani con Edmondo
Cirielli, fino alle tensioni su alcune scelte politiche, come il caso Gennaro
Sangiuliano.
Non episodi isolati,
ma una sequenza che contribuisce a spiegare il senso politico della lettera.
Ma c’è di più. Il
segnale politicamente più rilevante arriva dai firmatari. Tra questi figura
anche Francesco Silvestro, considerato fino a ieri vicino al coordinatore
regionale. Un passaggio che, negli ambienti del partito, viene letto come un
vero e proprio attraversamento del Rubicone. Quando anche un fedelissimo si
smarca, la contestazione smette di essere marginale e diventa un problema
politico.
In questo quadro si
inserisce anche quanto riportato da la Repubblica, che nei giorni scorsi
ha evidenziato come la gestione dei congressi di Forza Italia stia avvenendo “a
macchia di leopardo”, con l’obiettivo di modulare tempi ed equilibri interni .
Un elemento che rafforza l’idea di una partita aperta non solo in Campania, ma
a livello nazionale.
E allora la domanda
diventa inevitabile: si tratta di una semplice richiesta di rinvio o
dell’inizio di una sfida per la guida del partito?
Al momento, una
candidatura alternativa non è ancora emersa. Ma proprio per questo la richiesta
di sospendere il congresso assume un significato preciso: prendere tempo,
evitare una conta immediata, costruire un equilibrio diverso.
Più che una fronda,
dunque, quella che si muove in Campania appare come una battaglia sulla natura
stessa di Forza Italia: partito aperto o struttura chiusa, luogo di
partecipazione o perimetro ristretto.
La risposta,
probabilmente, non arriverà da una lettera. Ma dal prossimo congresso, sempre
che si faccia. E, prima ancora, dai risultati dei tanti comuni al voto nel
prossimo maggio in Campania. Sarà lì che si misurerà davvero il peso delle
polemiche e delle divisioni, dentro Forza Italia e nella coalizione di
centrodestra. Perché, al di là delle dinamiche interne, sarà il consenso sul
territorio a dire quanto questa fase di tensione avrà inciso sugli equilibri
politici.
🔽 TESTO DELLA
LETTERA
Forza Italia, responsabilità e unità: sospendere i congressi per rafforzare il partito e vincere le sfide amministrative
In una fase politica complessa e in continua evoluzione, segnata da equilibri nazionali delicati e da una crescente domanda di stabilità e buona governance, Forza Italia è chiamata a svolgere fino in fondo il proprio ruolo di forza moderata, responsabile e determinante all’interno della coalizione di centrodestra.
Le prossime elezioni amministrative, fissate per il 24 e 25 maggio, rappresentano un passaggio decisivo non solo per gli equilibri territoriali, ma anche per la capacità del partito di consolidare la propria presenza nei territori e di interpretare al meglio le istanze dei cittadini. Si tratta di un banco di prova che richiede coesione, visione strategica e, soprattutto, la piena mobilitazione di tutte le energie disponibili.
In questo contesto, appare evidente come ogni sforzo debba essere orientato alla costruzione di un percorso unitario, capace di valorizzare l’intera classe dirigente, senza divisioni o sovrapposizioni che rischierebbero di indebolire l’azione politica proprio nel momento in cui è necessaria la massima compattezza.
Per queste ragioni, riteniamo opportuno e responsabile sollecitare una sospensione della stagione congressuale, al fine di concentrare tutte le forze del partito sulla campagna elettorale imminente.
Non si tratta di rinviare un momento di confronto democratico, che resta fondamentale nella vita di una comunità politica, ma di collocarlo in una fase più adeguata, nella quale possa svolgersi con serenità e piena partecipazione.
Oggi la priorità deve essere una sola: rafforzare la presenza di Forza Italia nei territori, costruire liste competitive, sostenere candidati autorevoli e condivisi, e contribuire in modo determinante alla vittoria del centrodestra. È questo il modo migliore per dare concretezza ai valori che da sempre caratterizzano il nostro impegno: serietà, competenza, senso delle istituzioni.
La sospensione dei congressi rappresenta dunque una scelta di responsabilità politica, orientata all’interesse generale del partito e della coalizione. Una scelta che consente di evitare dinamiche interne potenzialmente divisive e di favorire invece un clima di collaborazione e di sintesi.
Forza Italia ha dimostrato, nella sua storia, di saper anteporre l’unità e l’interesse comune a qualsiasi logica di parte. È questa la sua forza, ed è su questa base che possiamo affrontare con determinazione le sfide che ci attendono.
In Campania, come nel resto del Paese, è il momento di fare squadra.
Di mettere insieme esperienze, competenze e sensibilità diverse, per costruire un’offerta politica credibile e vincente. Di dimostrare che Forza Italia è, oggi più che mai, un pilastro indispensabile per il buon governo dell’Italia.
La responsabilità che abbiamo davanti è grande. Ma è proprio nei momenti più complessi che si misura la qualità di una classe dirigente. E noi siamo pronti a dimostrare, ancora una volta, di esserne all’altezza e soprattutto di lavorare insieme per sanare ogni frattura e di aprire il partito ad ogni tipo di confronto e di allargamento.
Roma, 8 aprile 2026
Sen. Francesco Silvestro
On. Annarita Patriarca
On. Pino Bicchielli
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