FORZA ITALIA, TREGUA ARMATA A NAPOLI: LO SCONTRO È SOLO RINVIATO
Nella giornata di oggi 16 aprile, i firmatari del documento
si sono ritrovati nella sede del gruppo regionale del partito, un luogo
tutt’altro che neutro se si considera che la maggioranza dei consiglieri
farebbe riferimento al senatore Francesco Silvestro. Alla riunione ha
partecipato il vice coordinatore cittadino Giuseppe Pistone, insieme ai
coordinatori delle sette municipalità già protagonisti della richiesta di stop
ai congressi e messa in discussione della coordinatrice cittadina Iris
Savastano. Entrambe le posizioni sono state ribadite e confermate dall’unanimità
dei presenti.
Dall’incontro, dunque, è emerso un duplice segnale. Da un
lato, un evidente “serrare le fila” attorno alla linea già espressa.
Dall’altro, una scelta di prudenza che si traduce, nei fatti, in una tregua
elettorale.
Il documento scaturito, a firma dello stesso Silvestro e
indirizzato al coordinatore regionale Fulvio Martusciello e al segretario
nazionale Antonio Tajani, chiarisce infatti come la priorità, in questa fase,
sia rinviare ogni approfondimento interno a dopo le elezioni amministrative.
Una scelta tutt’altro che casuale. Sono numerosi i comuni
della provincia di Napoli e dell’intera regione chiamati al voto nel prossimo
mese di maggio, e uno scontro aperto nel partito rischierebbe di indebolire la
tenuta complessiva del partito e della stessa coalizione di centrodestra già alle
prese con divisioni in più di un comune al voto.
In questo quadro, il “sotterrare l’ascia di guerra” appare
più come una necessità che come una scelta autonoma. Secondo quanto emerge, la
linea della tregua sarebbe stata sollecitata dai vertici nazionali, impegnati a
gestire una fase già resa complessa dalle recenti modifiche ai gruppi
parlamentari di Camera e Senato, che hanno generato non poche fibrillazioni
interne, ancora in via di assorbimento e in linea con la richiesta di
rinnovamento esplicitata dalla famiglia Berlusconi in più di un’occasione.
Quella che si registra è una sospensione del conflitto. La
tregua riguarda i tempi, non i nodi politici.
Sullo sfondo resta il confronto tra il segretario
provinciale Francesco Silvestro e l’europarlamentare e coordinatore regionale Fulvio
Martusciello, oggi meno esposto ma tutt’altro che superato. E proprio Napoli si
conferma il terreno in cui questo equilibrio dovrà trovare una sintesi, più che
uno scontro.
A rendere ancora più plastico il clima che si respira in
queste ore, c’è poi un episodio che racconta, forse meglio di tante analisi, il
livello di tensione interna. Nella sede cittadina del partito, in un
appartamento a San Pasquale a Chiaia, sarebbe stata cambiata la serratura.
Le versioni, come spesso accade in questi casi, sono
diverse. C’è chi parla di una sostituzione dovuta a un tentativo di effrazione
e chi, invece, interpreta il gesto come una misura per limitare l’accesso a chi
era già in possesso delle chiavi. Al di là delle ricostruzioni, resta il dato
politico: anche i luoghi fisici del partito diventano, in questa fase, parte
del confronto.
E forse è proprio questo il segno più evidente della fase
che attraversa Forza Italia a Napoli. Non solo documenti, riunioni e
posizionamenti, ma anche simboli e spazi che riflettono un equilibrio ancora in
cerca di stabilità.
La tregua abbasserà i toni, ma non risolverà la questione.
Perché, a volte, basta una porta chiusa a chiave per raccontare molto più di
quanto si dica a parole.
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