FORZA ITALIA, MARTUSCIELLO ACCELERA SU NAPOLI MA RESTA SOLO: GLI ALLEATI FRENANO
La tregua interna non basta a raffreddare le tensioni. E il confronto dentro Forza Italia, che nelle ultime ore aveva trovato una momentanea sospensione in vista delle elezioni amministrative, si riflette ora anche nei rapporti con gli alleati del centrodestra.
Dopo la riunione dei sette coordinatori delle municipalità napoletane e il documento firmato dal senatore Francesco Silvestro, che ha di fatto rinviato ogni resa dei conti a dopo il voto, il coordinatore regionale Fulvio Martusciello ha provato a spostare il piano del confronto all’esterno.
Per il prossimo 23 aprile era stata infatti annunciata la convocazione di una riunione interpartitica del centrodestra sulla città di Napoli, con l’obiettivo di avviare un confronto sul futuro amministrativo del capoluogo e, in particolare, sul ruolo delle municipalità e sull’individuazione delle figure chiamate a guidarle.
Un’iniziativa che, nelle intenzioni, puntava ad aprire un percorso condiviso sui temi strategici per la città. Ma che, nei fatti, presenta un profilo inedito, per certi versi anomalo.
Il confronto infatti, sarebbe stato avviato in una fase in cui non è ancora definito né il perimetro della coalizione, né il nome del candidato sindaco. Una scelta che anticipa i tempi della politica e che, proprio per questo, finisce per forzarli.
Una dinamica che ha alimentato più di una interpretazione negli ambienti del centrodestra. Tra queste, quella di un tentativo di riaffermare una centralità politica dopo la riunione dei sette coordinatori delle municipalità di Forza Italia insieme al senatore Silvestro, che aveva segnato un passaggio importante negli equilibri interni al partito.
Ma è proprio su questo punto che l’iniziativa sembra aver prodotto un effetto opposto a quello atteso.
La risposta degli alleati è stata tutt’altro che compatta. Da Fratelli d’Italia è arrivato un altolà netto, affidato alle parole del senatore Antonio Iannone, che ha parlato apertamente di una scelta “surreale”, richiamando la necessità di affrontare prima le imminenti elezioni nei comuni di Salerno e Avellino.
Sulla stessa linea la Lega, con il deputato e coordinatore regionale Gianpiero Zinzi, che ha invitato a ricostruire l’unità del centrodestra nei territori già oggi al voto, e con il coordinatore cittadino Enzo Rivellini, che ha richiamato la necessità di un confronto improntato alla collaborazione tra gli alleati.
Ancora più netto il giudizio di Noi Moderati, espresso dal coordinatore regionale Gigi Casciello, che ha definito di fatto “inutile” una riunione su Napoli in questa fase.
Il dato politico che emerge è difficile da ignorare: l’iniziativa di Martusciello non solo non trova sponde, ma finisce per registrare una sostanziale convergenza di perplessità tra gli alleati.
Le reazioni, pur con sfumature diverse, si muovono tutte nella stessa direzione. Nessuno considera prioritario aprire in questa fase un confronto su Napoli. Anzi, il messaggio che arriva è opposto: prima ricucire le fratture aperte nei territori al voto, poi eventualmente affrontare il nodo del capoluogo.
Ma c’è anche un elemento ulteriore che emerge in filigrana. La scelta di non partecipare o di prendere le distanze dall’iniziativa sembra indicare la volontà, da parte degli alleati, di non essere coinvolti in dinamiche che appaiono ancora interne a Forza Italia.
Un atteggiamento che, più che una chiusura politica, appare come una forma di cautela: evitare che un confronto di coalizione si trasformi nel riflesso delle tensioni già presenti all’interno del partito azzurro.
Nel frattempo, sul fronte interno al partito, si consolida la linea alternativa. La deputata Annarita Patriarca ha espresso condivisione per il percorso avviato dal senatore Silvestro, sottolineando la necessità di equilibrio, ascolto e attenzione verso i territori.
Una posizione che si inserisce nel solco già tracciato dal documento sottoscritto nei giorni scorsi insieme allo stesso Silvestro e al deputato Pino Bicchielli, inviato al segretario nazionale Antonio Tajani, con cui si chiedeva di rinviare i congressi e di affrontare la fase politica con maggiore cautela.
In un momento in cui Forza Italia prova a tenere insieme le proprie dinamiche interne, il segnale che arriva dall’esterno è altrettanto chiaro: senza una condivisione reale, anche le iniziative politiche più ambiziose rischiano di restare isolate.
Napoli, ancora una volta, si conferma il punto in cui si intrecciano equilibri interni e rapporti di coalizione. E mentre la tregua nel partito congela lo scontro, sul fronte esterno emergono nuove linee di frattura.
Resta da capire se questa fase rappresenti solo una tregua o l’avvio di un riassetto più profondo. Perché su Napoli, oggi, sembra esserci ancora tutto da costruire: la condivisione interna a Forza Italia, quella di una coalizione ancora da comporre, la scelta del candidato sindaco che dovrà rappresentarla e, soprattutto, un programma capace di raccontare quale città il centrodestra intende proporre ai napoletani.
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