FORZA ITALIA, DUE LINEE E DUE RIUNIONI: IL PARTITO SI DIVIDE A NAPOLI

                                 



Sono sette su dieci i coordinatori delle municipalità di Napoli ad aver sottoscritto un documento con cui si chiede lo stop ai congressi, insieme al vice coordinatore cittadino Giuseppe Pistone. Un dato che, più di ogni altra valutazione politica, restituisce la misura della tensione interna a Forza Italia nel capoluogo campano.

Tra i firmatari figurano Ciro Parulano (II Municipalità), Vincenzo Perez (III), Simone Guarino (IV), Nunzia Barbato (VII), Francesco Ruggiero (VIII), Maurizio Lezzi (IX) e Massimo Scherillo (X), espressione di una parte significativa del radicamento territoriale del partito. Una presa di posizione ampia e articolata, che certifica come, allo stato, non esista una condizione di unitarietà politica tale da consentire lo svolgimento sereno dei congressi.

Non si tratta di una presa di posizione isolata, ma del riflesso territoriale di uno scontro ormai più che palese ai vertici del partito. Sullo sfondo si consolida infatti il confronto tra il senatore Francesco Silvestro e l’europarlamentare Fulvio Martusciello, rispettivamente alla guida del partito a livello provinciale e regionale, sempre meno sotterraneo e sempre più palese e politico.

Questo confronto, inizialmente legato alla gestione della fase congressuale, ha progressivamente assunto i contorni di una più ampia ridefinizione degli equilibri interni al partito.

Il punto di innesco è noto: la richiesta di rinviare i congressi, avanzata inizialmente da alcuni parlamentari e oggi rilanciata con forza dal territorio. Una richiesta che si colloca dopo un primo obiettivo già raggiunto nella ridefinizione degli assetti interni, con il cambio dei capigruppo alla Camera e al Senato, passaggio che ha segnato una prima fase di riorganizzazione nazionale.

Da quel momento, la partita si è spostata sui territori. E Napoli è diventata il campo decisivo.

Una parte significativa della classe dirigente cittadina ha infatti chiesto formalmente lo stop ai congressi, sostenendo che non esiste, allo stato, una condizione di unitarietà politica tale da consentirne lo svolgimento sereno. Non solo. Nella lettera emerge anche una richiesta politica precisa: una valutazione sul ruolo della coordinatrice cittadina Iris Savastano, ritenuto incompatibile con una sua eventuale candidatura al Comune.

Il tema non è solo formale. Savastano ricopre infatti una pluralità di incarichi: presidente della Commissione Trasparenza del Consiglio comunale, capogruppo e coordinatrice cittadina del partito. Una concentrazione di ruoli che, nella lettura dei firmatari, rischia di determinare una sovrapposizione tra funzione organizzativa e interesse politico, proprio nella fase in cui si definiscono candidature ed equilibri interni.

Ma è nella dinamica delle ultime ore che lo scontro assume contorni ancora più evidenti.

I coordinatori delle municipalità firmatari della lettera sono stati convocati dal segretario provinciale Francesco Silvestro per una riunione fissata alle ore 15, in una sede tutt’altro che ordinaria, quella del gruppo regionale. Un segnale politico che non passa inosservato.

Quasi in parallelo, secondo quanto emerge, sarebbe stata convocata un’altra riunione nella sede ufficiale del partito cittadino, a piazza San Pasquale. A promuoverla la coordinatrice cittadina Iris Savastano insieme al coordinatore regionale Fulvio Martusciello, con un appuntamento fissato per le ore 17 e rivolto a tutti i responsabili delle municipalità.

Due riunioni, due sedi, due orari. E soprattutto, due linee.

È difficile non leggere in questa sequenza una fase di forte contrapposizione interna, che somiglia sempre più a una vera e propria conta delle truppe. Da una parte chi chiede di sospendere i congressi e ridiscutere gli equilibri, dall’altra chi difende la gestione e prova a ricompattare il partito attorno alla linea attuale.

Resta ora da capire quale sarà l’approdo di questa fase. Ci sarà un chiarimento, una ridistribuzione degli incarichi, magari un avvicendamento anche a Napoli, sul modello di quanto già avvenuto nei gruppi parlamentari di Camera e Senato? Oppure si andrà a uno scontro aperto, rinviato ma non evitato, che prima o poi troverà nel congresso il suo momento di verifica?

E ancora: quanto incideranno i risultati della coalizione di centrodestra e di Forza Italia nella prossima tornata elettorale di maggio, nei comuni al voto in Campania? Perché sarà anche il consenso sui territori a orientare gli equilibri interni e a determinare i rapporti di forza nel partito.

Una cosa, però, emerge con chiarezza: Forza Italia, almeno in questa fase, non appare più come un partito esclusivamente verticistico. Si presenta piuttosto come una realtà attraversata da opinioni e visioni diverse, che si confrontano e si misurano, anche duramente, ma utilizzando gli strumenti della rappresentanza e del dibattito interno.

Le acque sono agitate, e non poco. Resta da vedere quale barca, e soprattutto quale marinaio, riuscirà a governare le onde.

 

 

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