COMUNALI 27: ROMA, MILANO E TORINO AVVIANO IL DIBATTITO. NAPOLI NO
Una candidatura per la terza città d’Italia non si può improvvisare. Richiede tempo, costruzione politica, confronto sui contenuti e un lavoro preliminare che precede inevitabilmente la scelta del nome. E il tempo, oggi, è corto, soprattutto se non si registrano nemmeno incontri di coalizione per mettere giù almeno un’ossatura di programma.
Eppure, mentre la scadenza elettorale della primavera del 2027 si avvicina, a Napoli il centrodestra continua a non dare segnali visibili sul percorso che dovrebbe portare alla scelta del candidato alternativo a Gaetano Manfredi, sindaco uscente ed ex ministro, che ha già confermato la volontà di ricandidarsi. Un silenzio che risalta ancora di più se confrontato con quanto accade nelle altre grandi città che voteranno nella stessa tornata.
Nella Capitale il tema della candidatura non è più sottotraccia. Il leader della Lega Matteo Salvini, vicepremier e segretario del partito, ha indicato pubblicamente Antonio Maria Rinaldi, economista ed europarlamentare leghista, come possibile candidato sindaco, arrivando a chiederne l’applauso come «prossimo sindaco di Roma». Un gesto politico esplicito, che segna l’avvio di una fase di confronto aperto nel centrodestra romano.
Nel capoluogo lombardo il dibattito è ormai entrato nel merito delle figure in campo. Nel centrosinistra, in vista del dopo Giuseppe Sala, prende corpo l’ipotesi di Mario Calabresi, giornalista ed ex direttore di importanti testate nazionali, letto come profilo civico capace di parlare a un elettorato ampio e progressista. Sul fronte opposto, nel centrodestra, torna con continuità il nome di Maurizio Lupi, ex ministro e leader di Noi Moderati, figura politicamente radicata a Milano. Al punto che, pur in assenza di investiture formali, la prossima sfida milanese appare delineata attorno al confronto Calabresi–Lupi, segno di un dibattito politico che, a Milano, è già entrato in una fase avanzata. In questo quadro, Noi Moderati ha avviato una campagna di ascolto sul territorio, incontrando categorie e realtà civiche, un’iniziativa che va nella direzione giusta sul piano del metodo e dell’attenzione ai contenuti.
Anche a Torino, dove governa il centrosinistra con Stefano Lo Russo, il centrodestra ha già messo sul tavolo diversi profili. Nel confronto interno circolano i nomi di Andrea Tronzano, assessore regionale con deleghe economiche, Maurizio Marrone, esponente di Fratelli d’Italia e assessore regionale, e Claudia Porchietto, sottosegretaria di Stato e dirigente di Forza Italia. Nessuna decisione assunta, ma un dibattito politico reale e riconoscibile.
A Napoli, invece, il quadro resta sostanzialmente fermo. Sul fronte del centrodestra non emergono nomi. Su questo blog abbiamo provato a ipotizzare alcuni profili, sia politici sia civici, ma non si registra alcun segnale di un dibattito reale tra i partiti della coalizione su questo fronte. Nel frattempo, il sindaco uscente ha già chiarito la propria disponibilità a correre per un secondo mandato.
Il confronto con le altre grandi città rende il quadro ancora più evidente. A Roma, Milano e Torino il dibattito sulle candidature è già avviato, con nomi che circolano e percorsi politici che iniziano a delinearsi. A Napoli, invece, il centrodestra continua a non affrontare pubblicamente il tema, nonostante il calendario elettorale sia tutt’altro che lontano.
Non si tratta di invocare investiture premature né di forzare decisioni, ma di prendere atto di un dato politico semplice: il tempo è una variabile decisiva. Senza un confronto almeno sul programma e senza un percorso condiviso, il rischio è che anche questa volta la scelta arrivi quando le alternative si saranno già ridotte.
Perché, in politica, il silenzio non è mai neutro.
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