POTREBBE RITA DE CRESCENZO ESSERE ELETTA? ECCO COSA DICONO I NUMERI




                            ✍️ di Raffaele Ambrosino

L’ipotesi di vedere Rita De Crescenzo in un’assemblea elettiva fa sorridere molti e incuriosisce altri. Fantapolitica? Non del tutto, ma bisogna capire dove e come le leggi elettorali rendono possibile – o impossibile – la sua elezione.

Partiamo da quello che non può accadere: nessun partito nazionale serio la candiderebbe. Negli anni ’80 Marco Pannella fece scalpore candidando e facendo eleggere Cicciolina nel Partito Radicale, una provocazione studiata per dimostrare che chiunque può entrare in Parlamento e per mettere in discussione il concetto stesso di “classe politica titolata”. Un’operazione culturale e politica che fece discutere e riflettere un’intera generazione.

Nel caso di Rita De Crescenzo, non ci sarebbe alcuna strategia dirompente da rivendicare, solo un rischio d’immagine. E alle politiche lo sbarramento nazionale al 3% per le liste rende impossibile un’elezione autonoma: servirebbero oltre un milione di voti in tutta Italia.

Il discorso cambia del tutto a livello regionale e comunale.

Regione Campania: la soglia di sbarramento per le liste è del 2,5% a livello regionale, che con i dati del 2020 significa circa 77.000 voti. Candidandosi sia come presidente sia in una lista collegata, Rita avrebbe due vie per entrare: arrivare seconda come presidente o superare lo sbarramento con la lista.

Comune di Napoli: qui è ancora più semplice. Basta che le liste collegate al candidato sindaco superino il 3% per garantirgli automaticamente un seggio in Consiglio comunale, anche se arriva terzo o quarto. Alle ultime comunali a Napoli parliamo di poco più di 10.000 voti complessivi.

Numeri che, in rapporto ai suoi 1,8 milioni di follower su TikTok e centinaia di migliaia su Instagram, appaiono irrisori: basterebbe mobilitare circa il 4,3% del suo pubblico per le regionali e appena lo 0,55% per le comunali. E non va dimenticato l’effetto curiosità, che può convincere a votare anche chi normalmente diserta le urne.

A rafforzare ulteriormente le possibilità, ci sarebbe la candidatura, nella stessa lista, di alcuni suoi amici tiktoker molto seguiti, capaci di portare ciascuno un proprio bacino di pubblico e ampliare così la platea potenziale.

Insomma, Rita De Crescenzo parlamentare resterebbe fantapolitica. Ma consigliera regionale in Campania o comunale a Napoli? Con queste regole, questi numeri e l’aiuto di altri volti popolari del web, la sua elezione non è affatto impossibile.

In fondo, la politica è fatta anche di sorprese e di volti inattesi. E se un giorno Rita De Crescenzo dovesse sedersi davvero tra i banchi di un’assemblea locale, non sarebbe la prima volta che le urne ci regalano un copione che nessuno avrebbe scritto… almeno non sul serio. Magari scopriremmo che tra i banchi, oltre alle sedute, c’è posto anche per qualche diretta TikTok.

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