BAGNOLI, IL COMMISSARIO DELLA COLMATA APPLAUDITO DAI VERDI





Dalle leggi di Ronchi e Pecoraro Scanio alla nuova stagione che le supera

C’è un’immagine che vale più di molte analisi. Il sindaco di Napoli e commissario su Bagnoli, Gaetano Manfredi, è intervenuto oggi alla Conferenza nazionale di Alleanza Verdi e Sinistra, rivendicando la sua identità di sinistra venendo accolto con favore dalla platea.

Nulla di strano, in apparenza. Se non fosse che il dossier simbolo su cui Manfredi esercita il potere commissariale, Bagnoli, è esattamente il terreno su cui l’ambientalismo dei Verdi aveva scritto alcune delle sue pagine più nette.

La legge 582 del 1996, maturata nella stagione in cui Edo Ronchi guidava il Ministero dell’Ambiente, parlava di risanamento e ripristino della morfologia naturale della costa. Un principio che implicava il superamento della colmata. Negli anni successivi, con Alfonso Pecoraro Scanio, quella matrice politica si consolidava come identità dei Verdi: vincoli ambientali, tutela del paesaggio, primato della bonifica.

Oggi, invece, la stagione è cambiata. La colmata resta. Il fronte mare viene ripensato dentro una logica di grandi eventi e rigenerazione urbana. Le scelte commissariali hanno progressivamente archiviato l’impianto originario, trasformando ciò che era un vincolo identitario in una variabile negoziabile.

E qui sta il nodo politico.

Perché mentre AVS, per voce di Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, rivendica di essere pronta a governare l’Italia nel nome della giustizia climatica e della conversione ecologica, il commissario che ha di fatto superato l’impostazione originaria sulla colmata viene accolto e applaudito.

Non è una contraddizione formale. È una contraddizione politica.

I Verdi oggi sono nelle istituzioni locali. Siedono nei consigli, partecipano alla maggioranza regionale, fanno parte della filiera di governo del territorio. Non sono fuori dal processo decisionale. Eppure su Bagnoli non esprimono una linea alternativa, non rivendicano l’impianto originario, non riaprono il tema della coerenza tra vincoli storici e scelte attuali. Supini alle scelte del commissario Manfredi e del governo Meloni che ha finanziato l'intervento di riqualificazione e modificato la legge per consentire la permanenza della colmata a mare.

Il caso diventa ancora più evidente se si guarda a Francesco Emilio Borrelli, il volto più popolare dei Verdi. Nel 2011 sosteneva che i grandi eventi velici sarebbero potuti arrivare solo dopo la rimozione della colmata e la bonifica. Oggi, mentre l’America’s Cup diventa il nuovo orizzonte, quella formula non viene più ripetuta.

Cambiare idea è legittimo. Adeguare le scelte a nuove condizioni è parte della politica. Ma quando si archivia un impianto normativo e identitario costruito in prima persona, bisognerebbe dirlo. Spiegarlo. Assumersi la responsabilità del passaggio.

Perché se l’ambientalismo che voleva ripristinare la costa oggi applaude chi governa una stagione diversa, il problema non è l’applauso. È il silenzio su ciò che è stato superato.

Bagnoli non è solo un cantiere. È una cartina di tornasole.
E se AVS vuole davvero governare nel nome della giustizia climatica, prima o poi dovrà spiegare perché la colmata, un tempo simbolo da rimuovere, oggi non è più un tema da difendere.

Intanto, mentre nei congressi si parla di conversione ecologica e governo dei territori, a Bagnoli i residenti continuano a protestare contro la permanenza della colmata. Se i Verdi hanno scelto una linea diversa rispetto al passato, hanno il diritto di farlo. Ma hanno anche il dovere di dirlo. Perché quando la politica cambia idea senza dichiararlo, la coerenza la chiedono i cittadini in piazza.



Commenti

  1. Mi chiedo e chiedo per tanti Amici: ma i poteri commissariali superano anche i pareri della Soprintendenza che tanto era entusiasta pet la rimozione?

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