NAPOLI 2027, IL SILENZIO DEL CENTRODESTRA E' GIA' UN PROBLEMA

 



Il quadro politico in vista delle elezioni comunali del 2027 a Napoli comincia lentamente a definirsi.
Proprio ieri Gaetano Manfredi ha ribadito pubblicamente la volontà di ricandidarsi a sindaco, confermando un’intenzione che da tempo aleggiava ma che ora assume contorni più netti.
A questo si aggiunge la posizione di Luigi de Magistris, che non ha mai fatto mistero della certezza di voler tornare in campo per guidare nuovamente la città.

Due scelte politiche esplicite, che hanno il merito di chiarire lo scenario e di mettere in moto, con largo anticipo, la competizione elettorale.

Dal lato del centrodestra, invece, il silenzio è totale.
Nessuna presa di posizione pubblica, nessun ragionamento esplicitato, nessun segnale riconoscibile. Come se il tema non esistesse, o fosse diventato un tabù, nonostante manchino circa 14 mesi all’apertura ufficiale della campagna elettorale.

Eppure il tempo non è una variabile neutra. Anzi, è uno degli elementi che più incidono sull’esito di una competizione complessa come quella napoletana. Mentre gli avversari chiariscono le proprie intenzioni, nel centrodestra non solo non si discute di nomi, ma non sembra esserci neppure un confronto visibile sul percorso che dovrebbe portare alla scelta del candidato.

Nel frattempo, si potrebbe almeno aprire una discussione sul programma da presentare agli elettori.
Si potrebbe assistere a riunioni tra i partiti della coalizione, a un confronto sulle priorità per la città, sui temi strutturali, sulle criticità irrisolte, su una visione di governo alternativa. Nulla di tutto questo, però, emerge nel dibattito pubblico.

Il rischio è quello di un copione già visto: mesi di attesa, rinvii continui, decisioni assunte quando il margine di manovra è ormai ridotto e le scelte diventano più obbligate che realmente politiche.

Perché il silenzio, in politica, è già una scelta.

E il tempo, intanto, continua a correre.

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