TRA CANDIDATURE E VELENI: IL CASO CIRIELLI, MARTUSCIELLO E ROMANO

 

✍️ di Raffaele Ambrosino: 


Il centrodestra campano, che pure sembrava pronto a compattarsi, benché con notevole ritardo, per contrapporre un candidato forte al fronte spurio De Luca–Fico, appare oggi intrappolato in un gioco di veti e sospetti che rischia di indebolire ulteriormente la coalizione.

Secondo ricostruzioni, Edmondo Cirielli sarebbe sempre più vicino all’investitura ufficiale, forte anche del clima di entusiasmo generato dal risultato positivo nelle Marche. Ma sul suo percorso si sarebbe inserita Forza Italia, con una mossa che ha movimentato la giornata politica.

Al mattino, infatti, il coordinatore regionale Fulvio Martusciello ha diffuso una nota in cui si dava il via libera del partito a una possibile candidatura civica di Giosy Romano, figura ritenuta vicina a Raffaele Fitto e ben vista da più aree del centrodestra. Una scelta che, a detta di osservatori politici, potrebbe aver avuto l’effetto di complicare la corsa di Cirielli, aprendo nuovi scenari interni.

Poche ore dopo, però, è arrivata la smentita dello stesso Romano, che in un comunicato ha dichiarato di non essere mai stato interessato all’ipotesi di una candidatura alla presidenza della Regione. Un passo indietro che sembrava chiudere subito la questione.

E invece, nel pomeriggio, una nuova nota della segreteria regionale di Forza Italia ha rilanciato il caso, ipotizzando che la dichiarazione di Romano non fosse del tutto spontanea e parlando di possibili pressioni esterne. “Chi ha spinto Romano a siglare una nota che non gli appartiene?”, si legge nel comunicato, che solleva interrogativi sullo stato della democrazia in Campania.

Il risultato è un quadro che, più che di unità, dà l’impressione di divisione e tensione. Da una parte l’entusiasmo di chi vede in Cirielli il candidato naturale del centrodestra, dall’altra le mosse di Forza Italia che, almeno in apparenza, continuano a privilegiare piste alternative contrastando quella di Cirielli.

Tutto questo mentre l’elettorato del centrodestra, che pareva desideroso di vedere una coalizione compatta contro un fronte De Luca–Fico percepito come fragile e contraddittorio, rischia di assistere a uno spettacolo di divisioni interne che ne deprime l’entusiasmo e complica la campagna elettorale.

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