SANGIULIANO SI SFILA, DOPO LE VOCI SULLA CANDIDATURA IN CAMPANIA DA CAPOLISTA FDI

 


Nell’intervista concessa oggi a Il Foglio e firmata da Carmelo Caruso, l’ex ministro Gennaro Sangiuliano mette fine a una settimana di indiscrezioni:

«Non mi candido. Premesso, è vero che me lo chiedono tutti, i napoletani, gli amici di FdI, del centrodestra. E ovviamente li ringrazio».

Una frase che chiude ogni margine di dubbio e che arriva, non casualmente, nelle stesse ore in cui Fratelli d’Italia ha ufficializzato la candidatura di Edmondo Cirielli alla presidenza della Regione Campania. La concomitanza non sembra irrilevante.

Fino a ieri, la candidatura di Sangiuliano come capolista di Fratelli d’Italia in Campania era data per probabile da più fonti di partito e da diverse testate nazionali. Nessuna smentita era giunta dall’interessato, che aveva preferito il silenzio, lasciando che l’ipotesi circolasse. Una candidatura che, per visibilità e consenso personale, avrebbe potuto spostare equilibri interni, orientando preferenze e dinamiche nelle liste provinciali.

La smentita odierna, dunque, può essere letta come un passo indietro tattico, maturato dopo la decisione di FdI di puntare su Cirielli per la guida della coalizione. È possibile che Sangiuliano avesse immaginato un ruolo più alto, magari la stessa candidatura alla presidenza, e che la definizione del quadro lo abbia indotto a defilarsi con eleganza, evitando di prestarsi a una corsa secondaria.

Non va esclusa però una diversa chiave di lettura: il suo ingresso come capolista avrebbe potuto creare malumori nei gruppi dirigenti locali, preoccupati da un eventuale effetto “ombra” sull’intera lista. La popolarità dell’ex ministro, unita al profilo culturale e alla riconoscibilità mediatica, avrebbe inevitabilmente concentrato su di lui l’attenzione e gran parte del consenso.

Infine, vi è la componente personale. Sangiuliano, oggi corrispondente Rai da Parigi, ha dichiarato a Il Foglio di essere impegnato nella scrittura di un libro su Macron e sulla Francia. Una scelta che lo colloca in una dimensione più intellettuale e internazionale, lontana dalle dinamiche locali di partito. Forse anche per questo, il suo “non mi candido” suona più come una decisione di posizionamento politico, che come un semplice rifiuto.

Una cosa però è certa: l’ottimo ministro che è stato Gennaro Sangiuliano, riconosciuto anche al di fuori del centrodestra — Gaetano Manfredi, sindaco di Napoli, in testa — non ha finito con la politica. Lo rivedremo.


✍️ di Raffaele Ambrosino

Commenti

  1. Ambrosiano vai a rompere le lpalle da un'altra parte ci hai rotto sei solo il pappa della Boccia

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