PROGRAMMI FANTASMA E FIDUCIA AL BUIO: COSÌ SI VOTA IN CAMPANIA

 


✍️ di Raffaele Ambrosino

Per mesi, da destra a sinistra, la parola d’ordine è stata la stessa: “prima i programmi, poi i nomi”. Una formula ripetuta da esponenti di ogni schieramento per giustificare i ritardi nella scelta del candidato alla presidenza della Regione Campania. Un modo elegante per prendere tempo, dietro l’apparenza di una riflessione collettiva e responsabile.
Vincenzo De Luca lo aveva detto più volte, anche pubblicamente: «Avevamo deciso, prima i programmi e poi i nomi. Ora invece stiamo facendo tutto il contrario». Una linea rilanciata anche da Elly Schlein, che in piena estate assicurava: «Dopo aver messo a terra un programma, senza pregiudizi faremo un accordo sul candidato più forte». E Giuseppe Conte, nel tentativo di mantenere il fronte unito del “campo largo”, ribadiva: «Non si parla di nomi ma di cose da fare, e di chi è in grado di farle».
Ma a distanza di settimane, i programmi non si sono ancora visti. Nessuna coalizione ha presentato un documento compiuto e pubblico con le proposte di governo della legislatura. Giuliano Granato, candidato presidente di Potere al popolo e altri, ha presentato un depliant con vari punti di programma. Eppure, sarebbe un’indicazione di legge. L’articolo 1, comma 3, della legge 165 del 2004 stabilisce che «contestualmente alla presentazione delle liste e della candidatura alla carica di Presidente della Giunta regionale, deve essere depositato il programma di governo della legislatura».
Sarebbe, appunto. Perché i programmi, anche se formalmente sono forse depositati alla Corte d’appello insieme alle liste, restano invisibili ai cittadini. Non se ne trova traccia sui siti istituzionali, né vengono pubblicati dai candidati. Quindi la domanda è inevitabile: dove sono?
Nel centrodestra, il candidato è ormai ufficiale: Edmondo Cirielli. Si è parlato di un programma “in via di definizione” e di un evento a Salerno dove sono stati anticipati alcuni punti su sanità, infrastrutture e sicurezza, ma del testo completo, consultabile, non c’è ancora traccia. Fonti interne riferiscono tuttavia che la presentazione del programma sarebbe ormai prossima, forse già nelle prossime settimane. «C’è stato un dibattito approfondito – ha spiegato il coordinatore di Forza Italia, Fulvio Martusciello – ed è un metodo di lavoro che va perfezionato», mentre Giampiero Zinzi, della Lega, ha ricordato che «al centro del programma sicuramente ci sarà la sanità». Dichiarazioni che confermano l’intenzione di procedere per contenuti, ma non ancora per risultati.
Nel campo opposto, la situazione è ancora più delicata. Roberto Fico, ufficializzato candidato del centrosinistra e del Movimento 5 Stelle, deve affrontare il nodo politico più difficile: mettere nero su bianco un programma che inevitabilmente si intreccia con l’eredità di Vincenzo De Luca. Parlare di discontinuità significherebbe sconfessare dieci anni di governo regionale, ma proclamare la continuità equivarrebbe a riconoscere la bontà di quelle stesse scelte che per anni i Cinque Stelle avevano duramente contestato, dalla gestione dei rifiuti alla sanità.
Ecco perché Fico non ha alcun interesse a presentarlo ora: un vero programma potrebbe diventare motivo di scontro, anche forte, con l’attuale governatore. Ma rinviare significa nascondere le intenzioni, eludere il confronto e chiedere ai cittadini un voto sulla fiducia.
Così, tra rinvii e dichiarazioni di principio, il tanto invocato “programma prima dei nomi” resta per ora un esercizio di stile. I nomi, alla fine, sono arrivati. I programmi, invece, continuano a non esserci.
E allora, una domanda semplice ai candidati: ci date qualcosa da leggere per capire cosa volete fare, o i cittadini devono votarvi sulla fiducia? Volete davvero carta bianca?

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