L’ASSE POPOLARE DI BANDECCHI: BOCCIA, FORSE DI FENZA E RITA DE CRESCENZO GRANDE ELETTRICE

 



 di Raffaele Ambrosino

Maria Rosaria Boccia, confermando la sua candidatura alle prossime elezioni regionali nella lista Dimensione Bandecchi con Stefano Bandecchi presidente, ha ribadito che la sua scelta “non è per una poltrona, ma per il bene dei campani”. Una candidatura civica, costruita sul richiamo alla competenza e alla libertà da partiti e clientele, che tuttavia potrebbe intrecciarsi con dinamiche molto più popolari e mediatiche.

Boccia è stata infatti protagonista, nei mesi scorsi, di un rapporto di collaborazione con Rita De Crescenzo, la più discussa tra le influencer napoletane. La stessa De Crescenzo aveva dichiarato di “voler imparare la politica” con l’aiuto della Boccia, ipotizzando persino la nascita di un partito comune. Un esperimento poi ridimensionato, ma che ha lasciato aperto un canale di dialogo tra il mondo dei social e quello elettorale.

In quello stesso universo potrebbe muoversi anche Pasquale Di Fenza, ex consigliere regionale allontanato da Azione dopo il video girato nel suo ufficio con De Crescenzo e un altro influencer mentre sventolavano la bandiera italiana. L’episodio gli è costato l’espulsione e l’isolamento politico, al punto che – secondo indiscrezioni – anche Roberto Fico avrebbe preferito non riceverlo. Di Fenza, però, non ha mai arretrato: “Non è un reato avere rapporti amicali con persone del popolo come Rita De Crescenzo”, ha gridato più volte ai quattro venti, rivendicando un’idea di politica vicina alla gente comune.

Proprio per questo, la lista di Bandecchi potrebbe rappresentare per Di Fenza una nuova sponda, capace di accogliere figure libere da appartenenze e pronte a capitalizzare notorietà e seguito. In questa prospettiva, l’intreccio tra Boccia, De Crescenzo e lo stesso Di Fenza disegna uno scenario politicamente anomalo ma potenzialmente efficace: un mix di competenza, visibilità e popolarità digitale.

Il progetto di Bandecchi in Campania, almeno sulla carta, punta a superare il 2,5 per cento, soglia di sbarramento che richiede circa 70 mila voti per far scattare almeno un seggio in Consiglio regionale. Un obiettivo che, con il contributo di Boccia, il bacino personale di Di Fenza e anche solo una minima mobilitazione del pubblico social di De Crescenzo e dei suoi colleghi influencer, potrebbe non essere così lontano.

Non si tratterebbe forse della più nobile espressione della politica, ma di una realtà possibile. E in fondo, la democrazia e la Costituzione italiana non vietano a nessuno, purché in possesso dei requisiti di legge, di candidarsi alle elezioni: è la libertà del voto, nel bene e nel male, a decidere chi merita davvero di rappresentare i cittadini.

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