MANFREDI, ASÌA E IL GIOCO DELLE TASK FORCE: NAPOLI PAGA DUE VOLTE?

 


✍️ di Raffaele Ambrosino


Sta accadendo sempre più spesso che il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, e la stessa Asìa Napoli diffondano sui social immagini e messaggi che celebrano interventi di pulizia e manutenzione nei quartieri della città, realizzati da task force coordinate dall’azienda. La comunicazione istituzionale li presenta come momenti eccezionali, quasi fossero iniziative aggiuntive rispetto all’ordinario.

In realtà, di straordinario c’è ben poco. Napoli dispone di un contratto di servizio tra Comune e Asìa, sottoscritto nel 2019 e valido fino al 2033, che descrive in modo estremamente dettagliato le attività che l’azienda è tenuta a svolgere. Non si tratta di un accordo generico, ma di un documento puntuale che stabilisce frequenze, modalità e standard di qualità. È scritto nero su bianco, ad esempio, ogni quanto deve essere spazzata ciascuna strada della città. E per alcuni corsi principali il servizio è previsto sette giorni su sette.

Oggi il costo complessivo di questo contratto ammonta a circa 200 milioni di euro all’anno. Una cifra enorme, che equivale a 548 mila euro al giorno per l’intera città e a 54.800 euro quotidiani per ciascuna municipalità. Dentro questa somma è già compreso tutto: raccolta e trasporto dei rifiuti, spazzamento manuale e meccanizzato, lavaggio delle strade, diserbo, rimozione dei rifiuti abbandonati, gestione dei centri di raccolta, attività di comunicazione con i cittadini.

Eppure, negli ultimi anni il costo totale presentato da Asìa al Comune di Napoli è aumentato, anche per includere la voce degli interventi “straordinari” delle task force. Se davvero fosse così, significherebbe che i cittadini pagano due volte lo stesso servizio: la prima attraverso il canone annuo corrisposto ad Asìa per il contratto storico, la seconda con spese aggiuntive per operazioni che vengono raccontate come eccezionali ma che, in realtà, dovrebbero rientrare nella normale attività. Basti leggere il contratto, che qui vi linkiamo: contratto di servizio Asìa.

Il paradosso è evidente: perché, ad esempio, presentare come straordinaria la pulizia di una strada principale per la quale è già previsto lo spazzamento quotidiano? Perché ricorrere a task force se l’ordinario è già pagato? Forse perché non viene eseguito, e allora tocca correre ai ripari con interventi straordinari?

Questa dinamica potrebbe persino sollevare questioni di legittimità contabile. Qualora qualcuno sollevasse la questione, la Corte dei conti potrebbe valutare se ci sia un’ipotesi di spreco o duplicazione di spesa.

Il sindaco, invece di ripetere ciclicamente annunci trionfali di “forze speciali”, dovrebbe semplicemente mostrare ai cittadini il contratto di servizio e garantire che venga rispettato in ogni sua parte. Perché, se fosse applicato integralmente, Napoli avrebbe davvero l’aspetto di una città ordinata, pulita e decorosa. Forse non come Ginevra, ma certo più vicina al livello che una grande capitale europea merita. Purtroppo, a giudicare dallo stato delle strade e dei quartieri, la distanza tra il contratto scritto e la realtà quotidiana resta enorme.

In definitiva, le domande da porre al sindaco sono semplici:

  • i cittadini pagano due volte per alcuni servizi?

  • il contratto di servizio di Asìa viene rispettato in toto, oppure l’azienda è stata sanzionata per le inadempienze come previsto dallo stesso contratto?

  • e se sanzioni ci sono state, quali e quante?

Finché non arriveranno risposte chiare, la sensazione sarà che a Napoli la normalità venga spacciata per eccezionalità, con i cittadini costretti a pagare il conto due volte: una in bolletta e una in fiducia tradita.

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