IL CAMPO LARGO SPINGE FUORI I LIBERALI: AZIONE AVVICINA IL CENTRODESTRA AL 50%

✍️ di Raffaele Ambrosino:

Il “campo largo” voluto da Elly Schlein regge nelle elezioni regionali. Qui i dossier sono amministrativi: sanità, trasporti, welfare locale, ambiente urbano. Temi che permettono di mettere da parte i nodi che dividono gli alleati.

Ma sul piano nazionale i grandi temi tornano al centro e minacciano di spaccare la coalizione. Politica estera ed economia saranno i terreni più divisivi: dal sostegno all’Ucraina all’invio di armi, fino alla proposta di patrimoniale invocata da Verdi e Sinistra Italiana e mal digerita da una parte del Pd.

Il risultato è che il campo largo, nato per unire, si radicalizza e finisce per spingere fuori il pezzo centrista e liberale. Ed è proprio qui che si inserisce Azione, che ha scelto una posizione netta: “mai coi 5 Stelle” non è solo una dichiarazione tattica, ma una scelta politica coerente con l’identità riformista e liberale del partito. Nei sondaggi SWG di fine luglio, Azione vale il 3,3%. Un numero apparentemente contenuto, ma capace di pesare molto nello scenario delle alleanze.

Il centrodestra, infatti, oscilla oggi tra il 46 e il 47%, già sopra i risultati delle politiche del 2022. Con l’aggiunta dei consensi di Calenda, qualora vi fosse un accordo, la coalizione supererebbe stabilmente la soglia del 50%, diventando non solo competitiva, ma super maggioritaria.

Il paradosso è chiaro: mentre il centrosinistra si stringe in un’alleanza difficile da tenere insieme sul piano nazionale, il centrodestra continua a crescere e si allarga al centro con temi e programmi condivisi dagli alleati. E proprio il pezzo liberale e riformista, espulso dal campo largo, rischia di consegnare al fronte opposto la solidità e la maggioranza assoluta alle prossime elezioni politiche.

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