CAMPANIA, L’OCCASIONE CARFAGNA CHE IL CENTRODESTRA FA FINTA DI NON VEDERE

 


✍️ di Raffaele Ambrosino:

Nel mosaico delle trattative per la candidatura alla guida della Regione Campania, un nome resta in cima alle valutazioni: Mara Carfagna. Ex ministra per il Sud e la Coesione Territoriale, oggi segretaria nazionale di Noi Moderati, rappresenta il profilo politico più completo e competitivo che la coalizione possa esprimere.

Quando guidava il dicastero per il Mezzogiorno, Carfagna ottenne che il 40 per cento del PNRR fosse destinato al Sud, una conquista che ancora oggi garantisce risorse decisive per lo sviluppo campano. Non è un episodio isolato: in Parlamento è stata promotrice e prima firmataria di provvedimenti significativi come la legge contro la violenza sulle donne (2009), la riforma delle pari opportunità e il rafforzamento del Fondo per le politiche sociali, tutti approvati con ampio consenso.

La sua forza elettorale non è teorica: quando si è candidata nelle liste per il Comune di Napoli e per il Consiglio regionale della Campania, ha sempre raccolto migliaia di preferenze personali, segno di un radicamento che pochi esponenti del centrodestra possono vantare.

Sul fronte interno, Fratelli d’Italia e Lega non appaiono ostili: se il nome di Edmondo Cirielli – impegnato al governo – non sarà in campo, la figura di Carfagna è considerata la più solida per una sfida vera al centrosinistra.
A frenare è soprattutto Forza Italia, dove il richiamo continuo all’“opzione civica” sembra più un modo per rinviare la scelta che una strategia convincente.
Del resto, lo sanno tutti: le varie ipotesi civiche che circolano sono deboli e non accendono l’elettorato.

In un momento in cui il centrosinistra è attraversato da fratture evidenti – tra De Luca padre, la segreteria di Elly Schlein e un Movimento 5 Stelle ancora diffidente – solo una candidatura politica di peso può trasformare queste divisioni in opportunità.

Carfagna, con il radicamento campano, l’immagine moderata ma determinata e l’esperienza di governo, può parlare ai riformisti delusi e ai moderati che non si riconoscono nell’estremismo dei 5 Stelle, di Avs e della sinistra interna al Pd.
Soprattutto, ha già dichiarato di essere pronta, a differenza di tanti nomi ipotetici.

Per il centrodestra, la vera domanda è se scegliere la via della competizione reale oppure restare nella comfort zone di candidature deboli e sconfitte prevedibili.
E certi silenzi, certe omissioni nel non citare mai la possibilità Carfagna – come se non esistesse – fanno pensare che a qualcuno convenga di più perdere e continuare a comandare sulle macerie piuttosto che rischiare di vincere davvero.

Commenti

Post popolari in questo blog

DE LUCA: DUE LISTE “GUARDIANE” E UN CENNO CHE LASCIA INTRAVEDERE GIOSI ROMANO

FORZA ITALIA, IN CAMPANIA È PARTITA LA RESA DEI CONTI

SVOLTA NEL CENTRODESTRA, MARTUSCIELLO IN CAMPO PER LA CAMPANIA?