MANFREDI: SINDACO DI CENTROSINISTRA, POLITICHE DI CENTRODESTRA

 




✍️ di Raffaele Ambrosino


Eletto sindaco di Napoli nel 2021 grazie al sostegno delle forze progressiste e di un pezzo del centrodestra, che presentò persino una lista (Azzurri per Napoli). Gaetano Manfredi si muove in realtà su un’agenda di governo che appare ogni giorno più distante dalla sinistra e sorprendentemente vicina alle politiche liberali del centrodestra. Una linea che privilegia partenariati pubblico-privati, valorizzazioni immobiliari, grandi eventi e pragmatismo infrastrutturale, sacrificando spesso l’ambientalismo e il ruolo del pubblico.

Il primo passo: la riscossione privatizzata

Nel 2023 nasce Napoli Obiettivo Valore, società mista con Municipia (gruppo Engineering), che per dieci anni gestisce accertamento e riscossione di tasse e tributi. Una funzione essenziale del Comune viene così affidata a un soggetto esterno.

Napoli Sicura: multe e ZTL ai privati

Nel 2025 arriva il progetto Napoli Sicura: la gestione delle multe, la control room cittadina, le telecamere su ZTL e corsie preferenziali, oltre al sistema informatico di notifiche e ricorsi, passano a due aziende private, Gefil e Safety21. Il contratto prevede 988 mila euro al mese per il concessionario e un minimo garantito di 188 milioni in dieci anni per il Comune. Tutta la filiera del sistema sanzionatorio è esternalizzata.

ABC verso la Spa

Nel 2024 la giunta modifica lo statuto di ABC, l’azienda speciale dell’acqua pubblica: esclusi i comitati dalla governance, introdotti compensi per il CDA, aperta la strada a una futura trasformazione in Spa alla scadenza della convenzione. Non è ancora una privatizzazione, ma è la fine del modello partecipativo nato con i referendum sull’acqua bene comune.

Il ponte sullo Stretto

Sempre nel 2023, anche se questione di carattere nazionale, Manfredi dichiara il suo sostegno al ponte sullo Stretto: “Le grandi infrastrutture servono, i tempi sono maturi”. Una posizione perfettamente allineata con l’agenda del governo Meloni, che vede nel ponte un simbolo di modernizzazione, a prescindere dalle obiezioni ambientali.

Il bando Asia e i precari

Ad agosto 2025 Asia pubblica un bando da 5,6 milioni per il lavoro interinale. Invece di stabilizzare i precari già in graduatoria, l’azienda sceglie di esternalizzare ancora una volta. I consiglieri comunali protestano, ma l’amministrazione resta ferma sulla linea dell’efficienza a tempo determinato.

Il mecenatismo verde

Sempre in queste settimane la giunta vara il nuovo regolamento del verde: la Villa Comunale e i parchi cittadini possono essere affidati a privati e fondazioni per la manutenzione ordinaria. Una scelta giustificata con la scarsità di giardinieri comunali, ma contestata dai comitati che parlano di un modello già fallito e chiedono assunzioni pubbliche.

La colmata e l’America’s Cup

Per l’America’s Cup 2027, la colmata di Bagnoli viene destinata a base logistica. Manfredi ammette che nel 2026 il mare non sarà balneabile, ma l’evento resta intoccabile. Eppure, l’eliminazione totale della colmata per ripristinare la linea di costa era da anni un totem dei Verdi e di tutto il fronte ambientalista. Rinunciarvi significa archiviare quella battaglia storica, sacrificando l’ambiente sull’altare della grande vetrina internazionale.

Il silenzio sui resort a Bagnoli

Gli industriali propongono resort, ristoranti e un centro congressi al posto del grande parco urbano. Il sindaco non commenta. In politica, chi tace acconsente: il suo silenzio appare come un via libera implicito a una visione turistica ed elitaria del futuro di Bagnoli.

La vicenda della Taverna e il passo indietro del Comune

Un altro caso politico emblematico è quello della Taverna Santa Chiara, dove due turisti israeliani hanno denunciato un episodio di intolleranza. L’amministrazione comunale ha espresso subito solidarietà, salvo poi ritrattare poche ore dopo. Un dietrofront che ha suscitato polemiche, segno di una linea politica che oscilla tra il voler rassicurare tutti e il non esporsi mai fino in fondo.

Il bravo silenziatore

Così si compone il mosaico. Manfredi è un bravo silenziatore di proteste: spegne sul nascere il dissenso, ignora le rivendicazioni ambientaliste e neutralizza le critiche interne con una calma apparente che maschera una precisa strategia politica. Non c’è conflitto con il governo Meloni, anzi c’è sintonia: privatizzazioni, grandi opere, capitale privato come motore di sviluppo.

Napoli, governata dal campo largo e da un pezzo del centrodestra, vive oggi una stagione politica che di progressista ha poco. Ed è proprio questa impostazione che consente al sindaco di dialogare senza attriti con il governo nazionale. Una sintonia che oggi appare come il tratto distintivo del modello Manfredi: un campo largo alle urne, ma politiche strette a destra al governo della città.

Commenti

  1. Beh però sulla vicenda del San Carlo ha dovuto subire il diktat del Pd nazionale e fare un duplice ricorso alTribunale e al TAR.

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  2. Si potrebbe definire un Moroteo di passate gestioni governative. Tra l'altro dove non si prendono decisioni in un ambito ristretto per poi coinvolgere maggioranze più ampie per diffondere e gestire i progetti? Creare consenso è l'arte della politica ,non crede? Certo, ridistribuire ricchezza sociale sarebbe il modo migliore per certificare e attestare la democrazia, ma finché ci sono ancora fantasmi ideologici che aleggiano nell'aria é meglio attendere rapporti di forza migliori. Sopra tutto sul tema sicurezza criminalità e sul tema cultura e sottocultura da diffondere. Il problema S. Carlo denota un mondo che dietro alla cultura identitaria sabota l'innovazione e la Rinascita socio economica della città.

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