ISCRITTI M5S, VIA LIBERA A GIANI. PER DE LUCA IN COALIZIONE SI VOTERÀ O NO?

 




✍️ di Raffaele Ambrosino

Abbiamo il risultato della consultazione online tra gli iscritti del Movimento 5 Stelle in Toscana. Il quesito, posto tra ieri e oggi sulla piattaforma SkyVote, chiedeva se aprire o meno a un’alleanza con il Partito Democratico in vista delle regionali del 2025, sostenendo eventualmente la ricandidatura del governatore uscente Eugenio Giani, verso il quale il Movimento è stato sempre all’opposizione.

Il verdetto è chiaro: su 2.568 votanti, 1.538 (pari a circa il 60%) hanno dato mandato ai vertici del Movimento per “verificare se vi siano le condizioni” per entrare nella coalizione. I restanti 1.030 iscritti avrebbero preferito la corsa in solitaria. La base si è espressa, e Giuseppe Conte può ora trattare l’intesa con legittimità democratica.

Tutto bene, quindi? Non proprio. Perché mentre in Toscana si interpellano gli iscritti per valutare l’alleanza con un presidente mai davvero osteggiato, in Campania — dove il Movimento ha condotto dieci anni di opposizione durissima a Vincenzo De Luca — non si prevede alcuna consultazione. Almeno per ora.

E allora la domanda è inevitabile: ci sarà anche in Campania?

Qui, l’ipotesi più accreditata è quella di un “campo largo” che includa Movimento 5 Stelle, Partito Democratico e, senza troppe remore, anche le liste civiche che fanno riferimento al presidente uscente. Eppure, nessuno ha chiesto ancora alla base se è d’accordo. Nessun quesito, nessuna piattaforma, nessun confronto, nonostante la decisione del leader indiscusso del M5S, Giuseppe Conte, che ha interloquito direttamente con il presidente De Luca, dandogli ampie assicurazioni sulla continuazione del programma da integrare e dei progetti già avviati dalla giunta dell’ex sindaco di Salerno.

Una svista? Un caso? O semplicemente la paura che l’esito, stavolta, possa mettere in discussione equilibri già costruiti altrove? Perché nessuno del Movimento campano invoca una consultazione?

A voler essere coerenti, infatti, anche in Campania sarebbe opportuno chiedere un parere agli iscritti con un quesito simile a quello della Toscana, che potrebbe essere così formulato:

“In vista delle elezioni regionali in Campania del 2025, ritieni che il MoVimento 5 Stelle debba verificare la possibilità di partecipare a una coalizione con il Partito Democratico e le liste che fanno riferimento all’attuale presidente uscente Vincenzo De Luca, conferendo mandato ai vertici del Movimento per definire, per iscritto, un accordo programmatico vincolante su obiettivi e priorità condivise?”

E invece nulla. Nessuno parla. Si decide tutto tra pochi, nelle stanze dove il consenso interno è silenzioso e, spesso, scontato.

La sensazione è che la “piattaforma” venga attivata solo quando serve a ratificare decisioni già prese. Se c’è il rischio che gli iscritti dicano di no, meglio evitare di chiedere.

In Toscana, Giani viene trattato con cautela e metodo democratico. In Campania, De Luca no.
Una contraddizione troppo evidente per non sollevare dubbi.
O, più semplicemente, la dimostrazione che la partecipazione dal basso è diventata un optional. Da usare solo quando conviene.

 


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