FERMENTO ROSSO: LISTE E CANDIDATURE ALTERNATIVE ALL’OMBRA DEL PATTO SCHLEIN–DE LUCA
✍️ di Raffaele Ambrosino
L’accordo tra Vincenzo De Luca ed Elly Schlein per blindare la candidatura di Roberto Fico alla presidenza della Regione Campania, con la contropartita di Piero De Luca segretario regionale del PD e tanto altro, non ha affatto ricomposto il campo progressista. Al contrario, ha aperto una frattura che rischia di produrre effetti concreti sul piano elettorale.
Le critiche più dure sono arrivate da figure interne al Partito Democratico, come Sandro Ruotolo e Marco Sarracino che hanno tentato di fermare l'accordo e Pina Picierno, che ha denunciato la natura oligarchica dell’intesa. Ma la prospettiva di una candidatura autonoma, questa sarebbe la novità, non si sta muovendo tra gli organici del PD: a maturarla sono ambienti della sinistra esterna, con il probabile sostegno di Potere al Popolo e di quell’area che si riconosce nell’esperienza di Luigi de Magistris.
Secondo indiscrezioni raccolte, Luigi de Magistris starebbe già sondando il campo, fiutando lo spazio politico apertosi dopo l’intesa tra Schlein e De Luca. Uno spazio simile a quello che nel 2011 lo portò a conquistare Napoli, e che oggi non basterebbe certo a garantirgli la vittoria in Regione ma potrebbe ridargli visibilità, molto affievolita negli ultimi anni e dopo la cocente sconfitta alle politiche del 2022. Non si tratterebbe solo di una manovra di posizionamento: alcune adesioni di massima all’iniziativa sarebbero già arrivate a seguito di contatti per la maggior parte telefonici, segnale che il terreno è fertile e che la delusione verso il Partito Democratico, il M5s e Avs, dell'accordo con Mastella, sta trovando nuovi sbocchi organizzativi.
Ma a generare malumore non è soltanto l’accordo che lega il PD a De Luca: un altro motivo ricorrente è la figura stessa di Roberto Fico, che a tanti non piace proprio come candidato. Per molti elettori ed esponenti di sinistra, non incarna la necessaria rappresentatività, né appare in grado di interpretare la domanda di cambiamento che arriva dai territori.
In questo scenario, però, l’iniziativa di de Magistris non sarebbe l’unica. Altre realtà della sinistra si stanno muovendo parallelamente, con l’obiettivo di costruire un’alternativa credibile e autonoma rispetto all’asse PD–M5S. Non è escluso che questi percorsi possano in seguito trovare una sintesi comune, rafforzando la possibilità di presentarsi con un fronte più largo e coeso alle prossime elezioni regionali.
Una candidatura alternativa, dunque, non parlerebbe soltanto a una parte di sinistra che non si riconosce nel compromesso, ma anche a quei tanti elettori del Movimento 5 Stelle che si sentono traditi. Dopo aver fatto dell’opposizione al sistema e ai potentati locali la propria ragion d’essere, i 5 Stelle hanno finito per accordarsi prima con il PD e poi persino con De Luca e Mastella, rinnegando così i valori che li avevano portati al consenso.
Il dato politico è chiaro: la ricerca di una candidatura rappresentativa non si muoverebbe nella logica del semplice dissenso, ma nella volontà di dare voce a chi si sente tradito dal cambio di rotta annunciato e non attuato da Elly Schlein e dall’alleanza trasformista dei 5 Stelle. Una candidatura che non punterebbe a vincere le elezioni, ma che potrebbe superare la soglia del 2,5 per cento dei voti validi di lista prevista dalla nuova legge elettorale, garantendo così rappresentanza in Consiglio regionale. Anche un solo consigliere eletto darebbe spazio e voce istituzionale a chi non ha condiviso il patto elettorale, trasformando un risultato minimo in una presenza politica concreta.
E quella soglia minima, il 2,5 per cento, sarebbe solo l’inizio: un traguardo raggiungibile da una lista che, nella sua volontà di essere rappresentanza del cambiamento, potrebbe trasformarsi in un vero exploit. Un segnale netto e inequivocabile che una sinistra di vero cambiamento non solo esiste, ma è pronta a tornare protagonista. Per de Magistris, infine, un simile percorso avrebbe un valore strategico: servirebbe a ricostruire consenso e organizzazione in vista della riconquista di Palazzo San Giacomo, obiettivo dichiarato più volte dall’ex magistrato. Accomodatevi in poltrona.
Ancora con la domanda di cambiamento che viene dal territorio?
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