BACOLI, RESPINTA AL COMUNE PER I BERMUDA: IL PARADOSSO DEL DECORO ESTIVO
A Bacoli l’accesso al Comune è vietato a chi indossa i pantaloncini. Lo stabilisce un cartello affisso all’ingresso degli uffici: «Non è permesso l’accesso con abiti non adeguati, in particolare pantaloncini». Una norma che ha già prodotto il suo primo effetto paradossale: I.B., cittadina bacolese, vestita in modo del tutto ordinario con canotta e bermuda al ginocchio, è stata respinta mentre tentava di sbrigare alcune pratiche amministrative. La foto scattata davanti al Municipio testimonia l’assurdità della scena.
L’episodio ha sollevato indignazione e ironia. Perché se il decoro degli uffici pubblici va sempre rispettato, l’applicazione cieca di un divieto simile diventa discriminatoria e, in piena estate, addirittura grottesca. Con temperature che sfiorano i 40 gradi, pensare di negare l’accesso ai cittadini per un pantalone leggero significa non avere alcuna misura di buon senso.
Il problema, infatti, non è il principio ma la sua interpretazione. Un bermuda al ginocchio non può essere equiparato a un abbigliamento da spiaggia. Altrimenti, per coerenza, si dovrebbe vietare anche l’accesso a chi indossa gonne corte o vestitini estivi.
A denunciare il fatto è stato il consigliere regionale Diego Venanzoni, che ha duramente attaccato il sindaco Josi Gerardo Della Ragione:
«Quello che è accaduto a Bacoli è inaccettabile. Non si può respingere una cittadina da un ufficio pubblico per un paio di bermuda al ginocchio. Il rispetto del decoro non deve mai trasformarsi in un abuso che umilia le persone. In un Comune che dovrebbe essere la casa di tutti, ci ritroviamo invece davanti a un regolamento medievale che non ha nulla a che fare con il buon senso. Invito l’amministrazione a ritirare immediatamente questo divieto ridicolo e a preoccuparsi piuttosto di garantire servizi efficienti e accoglienza ai cittadini».
Il vero cortocircuito, poi, è un altro. In diversi comuni italiani, da Torino a località balneari come Laigueglia, i bermuda sono parte integrante della divisa estiva dei vigili urbani. A Torino, ad esempio, il regolamento comunale n. 332 del 2010 prevede esplicitamente i bermuda blu come dotazione ufficiale per la Polizia Municipale. E sulle coste liguri e siciliane gli agenti pattugliano il lungomare in pantaloncini regolamentari, come mostra chiaramente la foto degli agenti in servizio in bermuda.
Ed è facile immaginare che quegli stessi vigili, in bermuda, possano tranquillamente varcare la soglia degli uffici comunali senza che nessuno li fermi. Ai cittadini, invece, l’accesso è vietato.
Insomma, mentre in altre città i vigili possono rappresentare l’istituzione in bermuda e accedere senza problemi agli uffici, a Bacoli un semplice cittadino non può farlo. Una contraddizione che fa riflettere: il decoro non si misura in centimetri di stoffa, ma nella qualità del servizio e nel rispetto delle persone.
A Bacoli si misurano i bermuda, non i disservizi. Ma il vero decoro di un Comune si vede nei servizi offerti, non nell’orlo dei pantaloni.
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