Giosi Romano, il nome che potrebbe sparigliare il campo

 


In un panorama politico campano ancora avvolto dall’incertezza, il nome di Giosi Romano inizia a circolare con forza crescente non solo come possibile candidato alla guida della Regione, ma come figura capace di parlare a mondi diversi, addirittura alternativi tra loro. La sua esperienza come commissario della ZES Campania, condotta con metodo, rigore e risultati tangibili, lo ha reso un profilo credibile tanto per il centrodestra quanto per chi, nel campo del centrosinistra, guarda con preoccupazione a certe derive ideologiche o populiste.

L’ipotesi centrodestra: un tecnico per allargare il consenso

Romano potrebbe infatti rappresentare la soluzione di sintesi per una coalizione di centrodestra, qualora Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia decidessero di convergere su un nome tecnico, lontano dalle frizioni interne e potenzialmente capace di allargare il perimetro del consenso verso l’area moderata. Un’operazione non semplice, ma nemmeno impossibile, specie se il centrodestra dovesse ritenere strategico puntare su una figura competente piuttosto che su un candidato politico tradizionale. E in questo scenario, la candidatura di Romano non solo sarebbe realistica, ma anche potenzialmente vincente.

Il catalizzatore del “mondo di mezzo”

Romano, inoltre, si sta imponendo come naturale catalizzatore di quel “mondo di mezzo” che da tempo cerca una casa politica credibile e pragmatica. Uno spazio che si colloca tra i blocchi tradizionali della destra e della sinistra, spesso inaspriti da ideologismi e veti incrociati. In questo spazio potrebbe rientrare anche Azione, il partito di Carlo Calenda, che dopo le pesanti dichiarazioni contro il Movimento 5 Stelle potrebbe valutare l’ipotesi di sostenere una figura terza, amministrativa e autorevole come Giosi Romano, capace di garantire solidità di governo e distanza dalle derive populiste.

Il voto dei moderati mobili, ago della bilancia

Una candidatura, insomma, in grado di attrarre quel mondo moderato mobile che da anni rappresenta la vera variabile decisiva delle competizioni elettorali. Un’area che non si muove per appartenenza ideologica, ma per convenienza politica, fiutando il vento e scegliendo, quasi sempre, il cavallo vincente. Romano, da questo punto di vista, avrebbe tutte le caratteristiche per intercettare questo bacino: profilo istituzionale, stile misurato, zero polemiche, tanta sostanza amministrativa.

Un volto poco noto ma molto promettente

È vero, Giosi Romano non è ancora un volto noto tra i cittadini campani. Ma la campagna elettorale, in questo, potrebbe essere una grande alleata. La sua capacità comunicativa, la naturale empatia, l’attitudine al confronto e la credibilità guadagnata sul campo potrebbero trasformare rapidamente una notorietà inizialmente limitata in un consenso largo e trasversale. In un tempo in cui i cittadini cercano sempre più spesso competenza e affidabilità, Romano potrebbe colmare la distanza mediatica con l’autorevolezza del fare.


Sarebbe, in un certo senso, la nascita in Campania di quel terzo polo che Matteo Renzi e Carlo Calenda hanno inseguito a livello nazionale senza mai riuscire a consolidarlo. Con una differenza non trascurabile: qui non ci sarebbe bisogno di costruire sigle o contenitori nuovi. Basterebbe il nome giusto, riconoscibile, rassicurante e politicamente spendibile. Un nome che, in questo momento, potrebbe essere proprio quello di Giosi Romano.

L’eccesso di fiducia che può costare caro

Mentre si muovono questi scenari, il Partito Democratico, insieme ad Alleanza Verdi e Sinistra e al Movimento 5 Stelle, è troppo sicuro di avere la vittoria in tasca. Ma la politica, si sa, raramente perdona l’eccesso di fiducia. E la realtà, in certi casi, può rivelarsi molto diversa dalle previsioni. Anche in Campania.


Raffaele Ambrosino

 



Commenti

  1. Lucido come sempre! Ma il potenziale candidato ambisce? Persona di alto profilo!

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