NAPOLI, IL CANDIDATO NON C'È. MARTUSCIELLO SÌ

 


A poco più di sei mesi dalle elezioni comunali del 2027, il centrodestra napoletano continua a cercare un candidato sindaco. Politico o civico, poco importa: per il momento non c'è. Eppure qualcuno ha già cominciato a comportarsi come se la campagna elettorale fosse partita. Quel qualcuno è Fulvio Martusciello.

L'ultima iniziativa di Forza Italia, significativamente intitolata «La città perde i pezzi», rafforza un'ipotesi che abbiamo avanzato già nelle scorse settimane: e se alla fine il candidato del centrodestra fosse proprio il segretario regionale degli azzurri?

Martusciello continua a smentire questa possibilità. Tanto da aver affidato al Corriere del Mezzogiorno un eloquente «No, grazie» all'ipotesi di una candidatura personale. Ha più volte indicato la necessità di individuare una personalità civica capace di allargare il consenso della coalizione. Ma intanto il tempo passa e lui continua a occupare la scena.

Nella conferenza stampa di oggi 22 ottobre, ha mostrato alcuni sampietrini divelti dalle strade cittadine, accompagnando la denuncia del degrado con un attacco diretto all'amministrazione Manfredi. «Napoli cade a pezzi», ha dichiarato, aggiungendo una frase che somiglia già a uno slogan elettorale: «Per fortuna tutto questo non si vedrà più a Napoli da maggio 2027, in occasione delle elezioni Comunali».

L'iniziativa non si è limitata alle buche. I giovani di Forza Italia hanno realizzato una prima mappatura dei dissesti stradali e il partito ha annunciato un'applicazione gratuita, SegnalAzione, per raccogliere le denunce dei cittadini. Si è parlato di manutenzione, vivibilità, scuole e decoro urbano. In sostanza, alcuni capitoli fondamentali di un possibile programma amministrativo.

Con una particolarità: durante la conferenza stampa nessun riferimento a un possibile candidato sindaco. Nessun civico da presentare, nessun politico sul quale costruire il consenso. Il protagonista è Martusciello.

Avevamo già posto la questione in un precedente articolo, chiedendoci perché il centrodestra continuasse a cercare un candidato civico quando disponeva di un dirigente riconoscibile, con una struttura organizzativa consolidata e un consenso personale dimostrato alle elezioni europee.

Siamo tornati sull'argomento il 12 ottobre, osservando come Martusciello annunciasse una rosa di possibili candidati sempre più ristretta, senza però rendere noti i nomi.

Dieci giorni dopo, la situazione non sembra cambiata. E allora sorge un interrogativo: queste iniziative potrebbero rappresentare anche un modo per sondare una sua candidatura?

Esiste un modo tutto politico per misurare il consenso: verificare le reazioni degli alleati, osservare l'atteggiamento dell'opinione pubblica, valutare lo spazio conquistato sui mezzi d'informazione. Una sorta di campagna elettorale senza candidatura ufficiale, che consentirebbe a Martusciello di tenere aperte tutte le possibilità.

Naturalmente potrebbe trattarsi soltanto dell'attività di un segretario regionale impegnato a rafforzare il proprio partito in vista delle elezioni. Le sue smentite, del resto, restano agli atti.

Ma la contraddizione politica è evidente. Il centrodestra promette di conquistare Palazzo San Giacomo, denuncia i problemi della città, annuncia il cambiamento, ma non indica ancora chi dovrebbe guidarlo. E mentre il candidato civico resta senza nome e senza volto, quello della campagna contro Manfredi è sempre più il volto di Fulvio Martusciello.

Intanto il tempo stringe. E forse è già troppo poco quello rimasto. Chi aspira a diventare sindaco della terza città d'Italia ha bisogno di tempo per attraversarla, conoscerne i quartieri, incontrare i cittadini, ascoltarne i problemi, costruire una squadra e presentare un progetto credibile di governo. Non bastano qualche manifesto, una conferenza stampa o le ultime settimane di campagna elettorale per conquistare la fiducia di una città complessa come Napoli.

Se il centrodestra vuole davvero contendere Palazzo San Giacomo a Manfredi, dovrebbe aver già cominciato a far conoscere ai napoletani il proprio candidato. Invece, a sei mesi dal voto, continua a cercarlo. O forse ce l'ha già davanti agli occhi e non ha ancora deciso di dirlo.

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