CENTRODESTRA, A ROMA, MILANO E TORINO I CANDIDATI ABBONDANO. A NAPOLI LA ROSA RESTA SENZA NOMI

 


«La rosa si sta stringendo. I rapporti con gli alleati sono ottimi, arriveremo presto a una sintesi». Così Fulvio Martusciello, segretario regionale di Forza Italia, torna oggi sulla scelta del candidato sindaco di Napoli. Lo fa con una dichiarazione diffusa dopo aver discusso delle possibili candidature con Antonio Tajani, a margine di un'iniziativa del partito a Milano.

Una dichiarazione che, nelle intenzioni, dovrebbe rassicurare sulla tenuta della coalizione e sull'avanzamento delle trattative. Ma che finisce per confermare quello che da mesi appare evidente: a Napoli il centrodestra non ha ancora un candidato e, soprattutto, non si conoscono neppure i nomi dei possibili aspiranti.

Una situazione singolare se confrontata con quella delle altre grandi città chiamate alle urne nella primavera del 2027, tutte amministrate dal centrosinistra e nelle quali il centrodestra non parte certamente favorito.

A Milano i candidati sembrano addirittura abbondare. Forza Italia guarda al sottosegretario Matteo Perego di Cremnago, la Lega all'europarlamentare Silvia Sardone, mentre tra i possibili nomi figura Maurizio Lupi, leader di Noi Moderati. L'affollamento è tale che Sardone ha persino rilanciato l'ipotesi delle primarie. Lupi, intanto, auspica una scelta entro ottobre.

A Roma circolano nomi importanti, tutti riconducibili a Fratelli d'Italia: Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera, Roberta Angelilli, vicepresidente della Regione Lazio, e il deputato Luciano Ciocchetti. Nessuna investitura ufficiale, ma un confronto tra personalità politiche riconoscibili. Il sindaco uscente Roberto Gualtieri, del Partito Democratico, avrà presumibilmente un avversario scelto tra figure già conosciute.

Anche a Torino, amministrata dal sindaco dem Stefano Lo Russo, il centrodestra discute di candidature. Fratelli d'Italia guarda all'assessore regionale Maurizio Marrone, mentre nell'area di Forza Italia circolano i nomi di Claudia Porchietto, Andrea Tronzano e Marco Fontana. Nella Lega quelli di Elena Maccanti e Fabrizio Ricca.

E a Napoli? Nulla di paragonabile.

Martusciello assicura che la rosa si sta restringendo, ma non dice quanti nomi contenga, chi ne faccia parte e quando verrà presa una decisione. Insomma, di questa rosa, per il momento, non si conosce nemmeno un petalo. E sul calendario non c'è ancora una data da segnare con una X.

Aggiunge, invece, che bisognerà arrivare a designazioni condivise anche per Caserta e Benevento, tenendo conto dei rapporti di forza tra gli alleati.

La candidatura a sindaco della terza città d'Italia rischia così di entrare in una trattativa più ampia per la distribuzione delle candidature tra i partiti. Una prospettiva che non sembra il modo migliore per affrontare una competizione elettorale tanto impegnativa.

Non è una questione di poco conto. A Milano si discute su quale candidato scegliere. A Roma e Torino i partiti mettono sul tavolo i loro nomi. A Napoli si continua ad annunciare una scelta imminente, senza che nessuno abbia finora manifestato pubblicamente una concreta disponibilità.

Eppure chi intende sfidare un sindaco uscente dovrebbe avere tutto l'interesse a partire per tempo, presentarsi alla città, costruire una coalizione, elaborare un programma e soprattutto farsi conoscere dagli elettori.

Il centrodestra napoletano dovrebbe aver imparato qualcosa dalle ultime elezioni regionali, quando mesi trascorsi alla ricerca di un candidato civico si conclusero con la candidatura di Edmondo Cirielli, uno dei principali esponenti politici della coalizione. Possibile che non sia bastato?

La ricerca di un candidato civico è certamente legittima. Ma non può diventare un alibi per rinviare all'infinito una decisione politica. Se non dovessero emergere personalità della società civile disponibili e credibili, toccherebbe ai partiti assumersi fino in fondo la responsabilità della scelta, individuando al proprio interno una figura capace di rappresentare la coalizione e affrontare Gaetano Manfredi. Una sfida difficile, nessuno lo nasconde, ma dalla quale non ci si può sottrarre soltanto perché il risultato appare incerto.

Perché il centrodestra, alla fine, un candidato sindaco dovrà pur esprimerlo. Anche se, a giudicare dai tempi e dalle esitazioni, la prospettiva non sembra entusiasmare proprio tutti.

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