Caro Francesco Emilio Borrelli,

in queste settimane stai conducendo una battaglia che considero giusta, anche se con metodi che non condivido in pieno. Vai sulle spiagge, denunci accessi impediti, occupazioni abusive, ombrelloni piazzati dove non dovrebbero stare, stabilimenti che fanno pagare ciò che dovrebbe essere gratuito. Hai riportato al centro dell'attenzione un principio semplice: il mare è di tutti e i cittadini devono poterlo raggiungere e vivere senza che qualcuno se ne appropri.

Ma c'è una spiaggia sulla quale, purtroppo, non potrai mai intervenire.

Non perché lì tutto sia in regola, ma per una ragione molto più radicale: quella spiaggia non ci sarà mai.

È la grande spiaggia che avrebbe dovuto nascere a Bagnoli, al posto della colmata.

Qui non parliamo di qualche ombrellone in più sulla battigia, di un cancello da far aprire, di un accesso al mare da ripristinare o della questione, certamente importante, dei minori sotto i dodici anni ai quali in alcuni stabilimenti viene chiesto di pagare quando dovrebbero entrare gratuitamente.

A Bagnoli parliamo di qualcosa di molto più grande: di una spiaggia che doveva nascere e che, nella configurazione promessa per decenni alla città, non nascerà più.

Parliamo della costa che Napoli avrebbe dovuto riavere dopo la dismissione dell'Italsider. Una previsione che non era contenuta in un programma elettorale o nel manifesto di qualche comitato, ma che era stata sostanzialmente blindata da una legge dello Stato.

Nel 1996 lo Stato intervenne sul risanamento di Bagnoli con il decreto-legge n. 486, poi convertito nella legge 18 novembre 1996 n. 582. Era la stagione politica nella quale al Ministero dell'Ambiente sedeva Edo Ronchi, esponente della Federazione dei Verdi e tra i fondatori dei Verdi Arcobaleno.

Negli anni successivi quel principio trovò una formulazione chiarissima: il risanamento dell'area marino-costiera doveva comprendere il ripristino della morfologia naturale della costa, in coerenza con gli strumenti urbanistici del Comune di Napoli.

Dietro quelle parole c'era una scelta politica precisa: la Bagnoli industriale avrebbe dovuto lasciare il posto alla Bagnoli restituita al mare. La colmata non sarebbe dovuta diventare per sempre parte del paesaggio.

Poi tutto è cambiato.

Nel 2024 è stato cancellato proprio il riferimento legislativo al ripristino della morfologia naturale della costa. Da quel momento la permanenza della colmata ha smesso di essere soltanto una possibilità ed è entrata concretamente nel futuro di Bagnoli.

Ed è qui che nasce la domanda politica.

Tu non sei uno che normalmente tace sulle questioni ambientali. Al contrario, sei probabilmente uno dei politici campani più presenti nelle denunce pubbliche, nei sopralluoghi, negli esposti, nelle battaglie per l'accesso al mare.

Per questo il silenzio su Bagnoli pesa di più.

Oggi giustamente intervieni se qualcuno sottrae ai cittadini pochi metri di battigia, se un cancello impedisce di raggiungere il mare, se una concessione viene utilizzata oltre i limiti consentiti.

Ma allora ti chiedo: quanto vale la spiaggia di Bagnoli?

Quanto vale una costa intera che avrebbe dovuto essere restituita ai napoletani dopo essere stata sottratta per decenni dalla grande industria?

Applicando fino in fondo il principio che stai difendendo in queste settimane, Bagnoli dovrebbe essere una delle battaglie più importanti per il mare pubblico a Napoli.

Eppure questa battaglia non l'abbiamo vista.

C'è poi un aspetto politico che non può essere ignorato. Il tuo partito fa parte delle maggioranze che governano il Comune di Napoli, la Città Metropolitana e la Regione Campania.

Questo significa che la scelta di lasciare la colmata non può essere considerata semplicemente estranea alla tua parte politica.

È una scelta maturata dentro maggioranze delle quali anche il tuo partito fa parte.

Avresti potuto dissentire. Avresti potuto dire pubblicamente che quella scelta non ti convinceva, che non rappresentava la storia ambientalista da cui provieni, che la cancellazione del ripristino della linea naturale di costa era un errore.

Avresti potuto prendere le distanze dalla posizione del tuo partito o delle maggioranze di cui fa parte.

Non lo hai fatto.

Ed è per questo che, pur senza attribuirti materialmente una decisione che non dipende da te soltanto, la permanenza della colmata diventa anche una scelta politica che ti riguarda, perché non hai espresso dissenso quando avresti potuto farlo.

E voglio chiarire un altro punto: tutto questo prescinde dal mio personale, e in fondo irrilevante, giudizio sulla colmata e sul futuro di Bagnoli. Ciò che conta, in questa lettera, è conoscere la tua posizione, quella dei Verdi e di un'area politica che ha fatto dell'ambientalismo e della difesa del mare una parte importante della propria identità.

La Coppa America entra in questa vicenda soltanto come fatto di cronaca e come elemento che ha accelerato alcune scelte. La permanenza della colmata è stata infatti motivata anche con la necessità di utilizzarla per le strutture e gli hangar funzionali alla manifestazione.

Ma proprio qui nasce un dubbio politico legittimo: la Coppa America è stata soltanto la ragione contingente per mantenere la colmata oppure ha rappresentato anche il viatico per rendere definitiva una scelta che, altrimenti, avrebbe incontrato molte più resistenze?

È una domanda, non una conclusione. E rende ancora più importante conoscere la posizione di chi, come te e come i Verdi, ha sempre fatto della tutela ambientale e della restituzione del mare ai cittadini una propria bandiera.

Forse ricorderai che, durante un dibattito televisivo, quando la permanenza della colmata era ancora soltanto una possibilità e se ne cominciava appena a parlare, ti chiesi quale fosse il tuo pensiero.

Mi rispondesti, in sostanza, che avresti preso posizione quando quella possibilità fosse diventata concreta.

Ecco, Francesco: oggi quella possibilità è diventata una scelta concreta.

La previsione del ripristino della morfologia naturale della costa è stata cancellata. La colmata è destinata a restare e quella grande spiaggia che per decenni era stata immaginata al suo posto non nascerà più nella forma nella quale era stata promessa alla città.

Per questo torno alla domanda di allora.

Adesso cosa ne pensi?

Se ritieni che la permanenza della colmata sia una scelta giusta, sarebbe utile sapere perché.

Se invece ritieni che sia una scelta sbagliata, sarebbe altrettanto importante capire perché non hai espresso pubblicamente il tuo dissenso quando quella decisione ha cominciato a prendere forma.

La domanda, alla fine, è semplice:

sei favorevole o contrario alla permanenza della colmata di Bagnoli?

E sei favorevole o contrario a quel ripristino della linea naturale di costa che per decenni era stato promesso a Napoli?

Le battaglie che stai conducendo in questi giorni sulle spiagge libere hanno un valore proprio perché pongono al centro il diritto dei cittadini al mare.

Per questo aspetterei una tua risposta.

E oggi, proprio perché quella possibilità è diventata una scelta concreta, credo sia il momento giusto per conoscere la tua posizione.

Ma, se scegliessi il silenzio, sarebbe comunque una risposta.

Raffaele Ambrosino

Commenti

  1. Anni addietro votavo Verdi fino a che il pecoraro mi deluse amaramente. Alle ultime elezioni proprio.per Borrelli ho rivoltato Verdi ma, mi riservo il prossimo voto dopo le decisioni di Borrelli su Bagnoli.

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