REDDITO DI CITTADINANZA, VILLA AL MARE E SOLDI IN SVIZZERA: LA POVERTÀ ERA SOLO SULL’ISEE



Sono stati denunciati nelle scorse ore dalla Guardia di finanza, al termine di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Massa. La vicenda, resa nota il 22 luglio 2026, riguarda un uomo originario della provincia di Napoli e la sua compagna, che a partire dal 2019 avrebbero ottenuto numerosi sostegni pubblici dichiarando una condizione di grave difficoltà economica.

Sulla carta erano poveri, tanto da ottenere il Reddito di cittadinanza, assegni sociali, esenzioni, buoni per la mensa scolastica e perfino un ombrellone gratuito. Nella realtà, secondo quanto ricostruito dalla Guardia di finanza, disponevano di società all’estero, trasferivano centinaia di migliaia di euro su conti svizzeri e vivevano in una villa a pochi passi dal mare, pagando un affitto da 1.500 euro al mese.

I due, formalmente sconosciuti al Fisco italiano dal 2019, avrebbero continuato per anni a rappresentare una situazione di grave indigenza. Una condizione che avrebbe consentito loro di accedere a numerose prestazioni assistenziali erogate dallo Stato e dagli enti locali.

La coppia abitava in una villa situata a circa 700 metri dal lungomare di Lido di Camaiore, in provincia di Lucca. Un’abitazione per la quale veniva pagato un canone mensile di 1.500 euro, difficilmente compatibile con lo stato di assoluto bisogno economico autocertificato per ottenere gli aiuti pubblici.

Non solo. Attraverso i controlli incrociati sulle banche dati, le Fiamme gialle avrebbero scoperto che entrambi erano titolari di società operanti nel settore dei servizi alle imprese, una con sede in Svizzera e l’altra in Gran Bretagna. Gli investigatori hanno inoltre ricostruito trasferimenti per circa 200mila euro verso conti bancari svizzeri.

Nel frattempo, in Italia, la coppia avrebbe percepito 41.226 euro di assegni sociali e altri 3.252 euro attraverso diverse richieste di Reddito di cittadinanza. A queste somme si sarebbero aggiunti 1.359 euro di esenzione dalla Tari e 1.922 euro di buoni per la mensa scolastica.

C’era poi il capitolo delle vacanze. Autocertificando la propria condizione di bisogno, i due sarebbero riusciti a ottenere per quattro stagioni estive l’assegnazione gratuita di un ombrellone presso uno stabilimento balneare comunale, per un valore complessivo stimato in 6mila euro.

In totale, i benefici pubblici contestati supererebbero i 53mila euro, senza considerare le disponibilità finanziarie e le attività societarie individuate all’estero.

I due sono stati denunciati per indebita percezione di erogazioni pubbliche, con particolare riferimento agli assegni sociali e al Reddito di cittadinanza. Gli enti interessati sono stati informati affinché procedano al recupero delle somme. Le responsabilità personali dovranno naturalmente essere accertate nelle sedi giudiziarie competenti.

Al di là dell’esito del procedimento, la vicenda pone però una domanda inevitabile: com’è stato possibile che persone apparentemente prive di qualsiasi reddito potessero pagare un affitto da 1.500 euro al mese, controllare società straniere, trasferire 200mila euro in Svizzera e contemporaneamente ricevere quasi ogni forma di assistenza disponibile?

Il problema non riguarda soltanto chi avrebbe dichiarato il falso. Riguarda anche un sistema nel quale Stato, Comuni, Inps e amministrazioni diverse concedono sussidi, esenzioni e agevolazioni senza che le rispettive banche dati riescano sempre a dialogare tempestivamente.

Le misure di sostegno sono indispensabili per chi vive davvero in condizioni di povertà. Proprio per questo le frodi non possono essere considerate soltanto una furbizia ai danni dello Stato. Ogni euro sottratto attraverso dichiarazioni false è una risorsa tolta alle famiglie che hanno realmente bisogno di assistenza.

In questa storia, insomma, non colpisce soltanto la presunta doppia vita della coppia: nullatenente in Italia e imprenditrice all’estero. Colpisce soprattutto che per scoprire villa, società e denaro in Svizzera sia stata necessaria un’indagine della Guardia di finanza, mentre per ottenere sussidi, esenzioni e perfino la spiaggia gratuita sarebbero bastate alcune autocertificazioni.

La povertà, a quanto pare, era soltanto sull’Isee.

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