FORZA ITALIA, PROVE DI PACE TRA SILVESTRO E MARTUSCIELLO. MA ALIBERTI SI DIMETTE E RIAPRE LO SCONTRO

 


Potrebbe essere arrivata l’ora della riconciliazione tra Franco Silvestro e Fulvio Martusciello. Secondo indiscrezioni provenienti dall’interno di Forza Italia, sarebbe in corso un riavvicinamento tra il senatore e il coordinatore regionale, protagonisti appena due mesi fa di uno scontro durissimo.

La ricomposizione potrebbe trovare una prima rappresentazione pubblica già la prossima settimana, con una conferenza stampa probabilmente a Napoli. L’iniziativa sarebbe dedicata all’autonomia differenziata e agli atti all’esame del Parlamento e della Commissione parlamentare per le questioni regionali, organismo bicamerale presieduto proprio da Silvestro.

La presenza dei due allo stesso tavolo avrebbe però un significato politico ben più ampio. Silvestro era stato infatti il capofila della contestazione contro Martusciello, sostenuta da altri parlamentari e da tre consiglieri regionali. Al centro delle accuse, una gestione ritenuta accentrata, il mancato coinvolgimento degli organismi e la scarsa valorizzazione dei territori.

Nel frattempo entrambi sono stati interessati, su piani diversi, da vicende giudiziarie ancora da chiarire. Per Martusciello il Parlamento europeo ha autorizzato gli accertamenti nell’ambito dell’inchiesta sulle presunte attività di lobbying legate a Huawei. Silvestro è invece coinvolto in un’indagine nata dalla denuncia di una donna per un episodio che sarebbe avvenuto nel suo ufficio al Senato. Entrambi hanno respinto ogni addebito e resta ferma la presunzione di innocenza.

Non è ancora chiaro se il riavvicinamento sia maturato spontaneamente o sia stato favorito, se non imposto, dai vertici nazionali del partito, interessati a ricomporre la frattura in vista dei prossimi appuntamenti elettorali.

La scelta dell’autonomia differenziata non sarebbe casuale. Il tema è destinato a pesare nella campagna elettorale, soprattutto al Sud, dove le opposizioni descrivono la riforma come una misura “spacca-Italia”. Una conferenza a Napoli servirebbe dunque a spiegare le ragioni degli atti parlamentari, ma soprattutto a mostrare pubblicamente la ritrovata sintonia tra Martusciello e Silvestro.

Una pace che potrebbe consentire a Forza Italia di tornare a occuparsi anche di Napoli e del prossimo candidato sindaco del centrodestra. Un partito diviso avrebbe infatti un peso inevitabilmente ridotto nella scelta del nome e nella costruzione della coalizione alternativa a Gaetano Manfredi.

La possibile riconciliazione, tuttavia, non chiude le fibrillazioni. A Salerno si apre infatti un nuovo fronte con le dimissioni di Pasquale Aliberti dalla presidenza provinciale di Forza Italia.

Il sindaco di Scafati, eletto all’unanimità dal congresso, ha spiegato di avere maturato la percezione di essere diventato «un peso per il partito e non una risorsa». Non ha indicato direttamente Martusciello, ma il gesto appare difficilmente separabile dal contrasto con la gestione del partito in Campania.

A rendere ancora più esplicito il malessere è intervenuto Pino Bicchielli, deputato salernitano e tra i firmatari del documento contro Martusciello. Bicchielli ha chiesto una riflessione seria, definendo Aliberti una risorsa da non disperdere e denunciando il mancato funzionamento degli organismi provinciali.

Il parlamentare ha infatti rivelato di non avere mai partecipato a una riunione della segreteria provinciale, pur facendone parte, e che lo stesso Aliberti non sarebbe mai stato coinvolto nei lavori dell’organismo che presiedeva.

Da una parte, dunque, Martusciello prova a ricucire con Silvestro. Dall’altra, Aliberti lascia e Bicchielli torna a denunciare l’assenza di dialogo e partecipazione.

Resta da capire se il riavvicinamento tra i due principali contendenti rappresenti l’inizio di una pacificazione generale oppure soltanto un accordo tra i vertici. Tra molti militanti e amministratori azzurri continua infatti a farsi strada la convinzione che solo un commissariamento di Forza Italia in Campania, capace di azzerare gli attuali equilibri, possa restituire slancio e unità a un partito ormai consumato dalle divisioni interne.

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