FICO, L’AMBIENTALISTA CON IL CHEROSENE NELLE VENE

 


Roberto Fico ha finalmente trovato il suo modello di transizione ecologica: altri quattro milioni di passeggeri sopra le case dei napoletani.

È tutto scritto in un articolo di Repubblica di oggi. Capodichino dovrebbe passare dagli attuali 13 milioni a 17 milioni di viaggiatori l’anno, grazie a un nuovo terminal da 200 milioni di euro e ad altri 18 milioni regionali destinati alle strade attorno all’aeroporto. Poi, possibilmente, arriveranno i collegamenti con Pechino e Tokyo, perché Fico ha scoperto il «turismo altospendente». Il turista spende molto, il napoletano respira e dorme poco.

Il presidente della Regione sostiene che prima di investire su Grazzanise bisogna «elaborare i dati veri e i numeri». Giustissimo. Solo che la prudenza scientifica vale esclusivamente per Grazzanise. Quando invece bisogna aggiungere quattro milioni di passeggeri a Capodichino, partono direttamente terminal, sottopassi e milioni pubblici.

Grazzanise richiede studi. Capodichino richiede cemento.

Eppure lo scalo napoletano non si trova in una pianura disabitata. È incastrato nella città, circondato da quartieri popolosi, con le traiettorie degli aerei sopra abitazioni, scuole e strade. Il Comune ha dovuto approvare uno specifico Piano di rischio aeroportuale, perché la vicinanza tra pista e tessuto urbano non è un dettaglio decorativo.

C’è poi il rumore, che non è una suggestione degli abitanti esasperati. Da anni comitati e associazioni denunciano voli a bassa quota, passaggi continui dalla mattina alla sera e conseguenze sulla salute e sulla qualità della vita. Sono state promosse raccolte di firme, osservazioni formali e iniziative giudiziarie. Lo stesso scalo è sottoposto a zonizzazione e monitoraggio acustico.

A questo si aggiungono emissioni, mezzi di servizio, taxi, autobus, auto private, parcheggi e ingorghi. Fico annuncia infatti 18 milioni per «risistemare» le strade e realizzare il sottopasso della Maddalena, ammettendo involontariamente ciò che vorrebbe negare: l’aeroporto genera già oggi una congestione che si riversa sulla città.

La soluzione escogitata dall’ambientalista Fico è aumentare il traffico aereo e spendere denaro pubblico per tentare di assorbirne le conseguenze. È come curare un allagamento allargando il rubinetto e comprando secchi più grandi.

Nel frattempo il Governo nazionale indica una strada assai più coerente: inserire Grazzanise nel sistema aeroportuale campano insieme a Napoli e Salerno, prevedendone anche l’utilizzo civile e passeggeri.

È questa la soluzione sensata. Non chiudere Capodichino, ma assegnargli una dimensione compatibile con la città; sviluppare Salerno e utilizzare Grazzanise per assorbire una parte della crescita futura, compresi i voli internazionali operati con aeromobili più grandi. Distribuire i flussi, alleggerire Napoli e creare sviluppo anche nel Casertano.

Fico, invece, frena. Dice che Fiumicino è vicino, che servono studi di fattibilità e che la sua vecchia idea di utilizzare Grazzanise per le merci era sbagliata. Tutto legittimo. Ma non spiega perché l’alternativa debba essere concentrare 17 milioni di passeggeri a Capodichino.

Il suo è uno strano ambientalismo: severissimo con l’infrastruttura che potrebbe alleggerire Napoli, entusiasta quando bisogna far crescere l’aeroporto infilato dentro Napoli.

E poi ci sono i Verdi. O almeno ciò che ne rimane. Davanti a nuovi terminal, più voli, più rumore, più emissioni e più traffico, dalla maggioranza che sostiene Fico non arriva una sillaba. Conservano il colore nel simbolo, molto meno nella politica.

Nel vecchio disegno urbanistico, dopo il trasferimento dell’aeroporto, Capodichino sarebbe dovuta tornare alla città e al verde. Oggi, con Fico e con il silenzio dei Verdi, è Napoli a essere sacrificata a uno scalo già oltre ogni limite: non più overbooking, ma autentico iperbooking di voli, rumore, traffico e inquinamento.

Fico potrà continuare a definirsi ambientalista. Del resto, le definizioni non producono rumore, non consumano carburante e non sorvolano la città.

Gli aerei sì.

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