DE MAGISTRIS RIPARTE DALLA VI MUNICIPALITÀ: FUCITO NOMINA IL FRATELLO CLAUDIO ASSESSORE

 


FUCITO TORNA CON DE MAGISTRIS, IL PD APRE IL CASO: IL FRATELLO DELL’EX SINDACO ENTRA NELLA VI MUNICIPALITÀ

La campagna elettorale di Luigi de Magistris per la riconquista di Palazzo San Giacomo procede ancora sottotraccia, ma comincia a produrre movimenti politici molto visibili. E quello compiuto da Sandro Fucito nella VI Municipalità è un segnale difficilmente equivocabile.

Il presidente della Municipalità di Ponticelli, Barra e San Giovanni a Teduccio ha nominato Claudio de Magistris, fratello dell’ex sindaco, assessore con deleghe al settore culturale, alla valorizzazione delle tradizioni popolari e alla Festa dei Gigli di Barra. Claudio de Magistris subentra ad Antonio Mastroianni, ringraziato dallo stesso Fucito per il lavoro svolto negli ultimi due anni.

«Ho accettato con piacere la proposta del presidente Sandro Fucito che mi ha indicato come assessore per ricoprire deleghe in settori che ho sempre seguito con passione. Sono sempre disponibile a dare una mano per la città e, per quel che posso, darò il mio fattivo contributo», ha dichiarato Claudio de Magistris.

Parole misurate, concentrate sul profilo amministrativo dell’incarico, che tuttavia non riescono a nascondere la portata e il significato politico della nomina. È difficile, infatti, separare l’ingresso del fratello dell’ex sindaco nella giunta municipale dal ritorno in campo di Luigi de Magistris e dalla coalizione che si sta costruendo intorno alla sua candidatura.

La nomina assume un peso particolare anche per la storia politica di Sandro Fucito. Assessore al Patrimonio durante la prima amministrazione de Magistris, fu poi presidente del Consiglio comunale nel corso del secondo mandato dell’ex sindaco. Nel 2021 cambiò collocazione, candidandosi alla presidenza della VI Municipalità nella coalizione di centrosinistra guidata da Gaetano Manfredi, su indicazione dell’area di Sinistra Italiana.

Ora, proprio mentre Luigi de Magistris prepara una nuova candidatura a sindaco, Fucito chiama nella propria giunta il fratello dell’ex primo cittadino. Più che una semplice scelta amministrativa, è un vero outing politico e il segnale del ritorno del presidente della VI Municipalità nell’area demagistrisiana.

Fucito potrebbe diventare uno dei principali riferimenti territoriali della coalizione che l’ex sindaco sta costruendo, soprattutto nella zona orientale della città. L’ipotesi più accreditata è che possa essere capolista in una delle formazioni civiche destinate a sostenere la candidatura di de Magistris.

Secondo fonti accreditate, l’ex sindaco starebbe lavorando a un reclutamento fortemente trasversale, senza sigle tradizionali di partito e senza simboli eccessivamente caratterizzati sul piano ideologico. L’obiettivo sarebbe evitare una coalizione percepita come una semplice riproposizione della sinistra radicale, con falci, martelli e insegne capaci di restringere il perimetro elettorale.

De Magistris punterebbe invece a presentarsi come il candidato di un’opposizione civica a Manfredi, capace di raccogliere amministratori locali, esponenti dell’associazionismo, delusi del centrosinistra e personalità provenienti anche da esperienze politiche molto differenti.

Ci sarebbero già disponibilità da parte di alcuni esponenti del centrodestra, che per il momento preferirebbero restare anonimi. Prima di esporsi, intendono comprendere quale sarà il quadro complessivo, quali liste verranno costruite, quali personalità aderiranno e, soprattutto, se l’operazione potrà davvero risultare competitiva. Vogliono capire, insomma, se valga la pena imbarcarsi.

La scelta di Fucito rappresenta dunque il primo movimento pubblico di un certo peso, ma potrebbe essere soltanto l’inizio.

Tra i primi a intervenire è stato il consigliere comunale del Partito democratico Pasquale Esposito, che ha parlato di «politica delle porte girevoli» e di coerenza diventata «un optional».

Esposito ha ricordato che Fucito fu eletto presidente della VI Municipalità grazie alla coalizione di centrosinistra, in un territorio nel quale la sua storia politica non aveva radici particolarmente profonde e dove non fu semplice spiegare e far comprendere quella candidatura.

Il consigliere democratico non contesta a Fucito il diritto di cambiare strada politica, ma pone una questione di coerenza istituzionale: può continuare a ricoprire un ruolo conquistato grazie al consenso e alla fiducia di una coalizione con la quale oggi è in aperto contrasto?

Nel suo intervento Esposito considera acquisito il cambio di campo, scrivendo che Fucito è tornato a sostenere il progetto di Luigi de Magistris e la sua ricandidatura a sindaco. La nomina del fratello dell’ex primo cittadino viene indicata come l’elemento che rende il caso ancora più singolare e politicamente esplosivo.

Il destinatario principale delle parole di Esposito, tuttavia, non è soltanto Fucito. Il consigliere si rivolge soprattutto al Partito democratico e all’intera coalizione di centrosinistra, chiamandoli a mettere fine a quello che definisce un «cortocircuito politico».

Il PD, infatti, non può restare inerte dinanzi a una scelta di questo tipo. La partita passa ora nelle mani del segretario metropolitano Francesco Dinacci, al quale spetterà il compito di assumere una posizione netta e di verificare quali iniziative siano concretamente praticabili.

Il Partito democratico conta nella VI Municipalità ben otto consiglieri e proprio in quella parte della città ha ottenuto percentuali di consenso particolarmente elevate rispetto ad altri territori napoletani. Tra le ipotesi che potrebbero essere valutate c’è anche una mozione di sfiducia nei confronti del presidente.

Bisognerà però capire se esistano realmente le condizioni politiche e numeriche per portarla avanti e, soprattutto, per approvarla.

Fucito è un politico esperto e capace, conosce perfettamente i meccanismi del Consiglio municipale e i rapporti di forza al suo interno. È difficile pensare che abbia compiuto una mossa tanto evidente senza aver previsto la reazione del PD e della coalizione che lo elesse nel 2021.

È quindi probabile che abbia già verificato la tenuta dei numeri, contando su una maggioranza alternativa, su sostegni trasversali oppure sull’impossibilità dei suoi avversari di raggiungere il quorum necessario per sfiduciarlo. Presentare una mozione, del resto, non significa necessariamente avere la forza per mandare a casa il presidente.

La nomina di Claudio de Magistris, dunque, non riguarda soltanto la cultura o la Festa dei Gigli. Apre ufficialmente la campagna elettorale nella zona orientale, certifica il ritorno di Fucito al fianco dell’ex sindaco e mette il Partito democratico davanti a una scelta: reagire con forza oppure accettare che un presidente eletto nella coalizione di Manfredi lavori ormai alla costruzione dello schieramento avversario.

Fucito, con ogni probabilità, ha già fatto i suoi conti. Adesso bisognerà vedere se li ha fatti anche il Partito democratico.

Intanto de Magistris avanza.

Commenti

Post popolari in questo blog

COMUNALI A NAPOLI 2027: ANCHE VANNACCI CORRE DA SOLO: FUTURO NAZIONALE PREPARA 350 CANDIDATI

FORZA ITALIA, IN CAMPANIA È PARTITA LA RESA DEI CONTI

DE LUCA: DUE LISTE “GUARDIANE” E UN CENNO CHE LASCIA INTRAVEDERE GIOSI ROMANO