COMUNALI A NAPOLI 2027: ANCHE VANNACCI CORRE DA SOLO: FUTURO NAZIONALE PREPARA 350 CANDIDATI
Gaetano Manfredi parte favorito nella corsa per la riconferma a sindaco di Napoli. A sostenerlo non è soltanto il vantaggio naturale dell’uscente, ma anche l’ultima rilevazione sul gradimento dei primi cittadini italiani, che lo colloca ai vertici della classifica nazionale. Un dato politicamente significativo, anche se non si tratta di una simulazione elettorale e non tiene conto dei candidati, delle coalizioni e delle dinamiche che si determineranno durante la campagna.
Il quadro delle prossime elezioni comunali si annuncia, infatti, molto più affollato e frammentato rispetto a quello del 2021.
Luigi de Magistris è già da mesi in campagna elettorale. L’ex sindaco ha annunciato la propria candidatura e lavora alla costruzione di una coalizione civica e politica alternativa all’amministrazione uscente. Accanto a lui sono già emerse alcune candidature minori: quella del medico Giuseppe Noschese, padre di Dj Godzi, e quella di Antonio Postorivo con la lista civica “Napoli Grande Ancora”.
Le voci più recenti danno ormai per certa la presenza di almeno una candidatura proveniente dall’area del centrosinistra, ma alternativa a Manfredi. Potrebbero addirittura essere due: una riconducibile al mondo che si sta organizzando attorno a Ciro Fiola, presidente della Camera di commercio di Napoli, e all’imprenditore Vittorio Genna; l’altra espressione dell’area deluchiana e di “A Testa Alta”.
Fiola aveva dichiarato pubblicamente di essere pronto a candidarsi a sindaco, ma in realtà il nome sul quale si starebbe lavorando sarebbe un altro. La candidatura potrebbe maturare proprio nell’ambito della rete politica, associativa e imprenditoriale che fa riferimento al presidente della Camera di commercio, anche alla luce dei rapporti tutt’altro che idilliaci con Manfredi. Fiola metterebbe quindi la propria capacità organizzativa e il proprio sistema di relazioni al servizio di un candidato diverso.
La seconda ipotesi riguarda invece Vincenzo De Luca. La contrapposizione con Manfredi è politica e consolidata da anni. Per questo appare assai difficile immaginare che “A Testa Alta”, la formazione costruita dall’ex presidente della Regione, possa sostenere la riconferma del sindaco uscente.
Se messa in campo alle Comunali, “A Testa Alta” potrebbe presentare un proprio candidato sindaco oppure entrare nella coalizione che sosterrà de Magistris. Molto dipenderà dalla volontà di De Luca di limitarsi a misurare il proprio peso elettorale o di concorrere direttamente alla costruzione di un’alternativa a Manfredi. Un dato appare comunque pressoché certo: la formazione deluchiana non dovrebbe sostenere il sindaco uscente.
Resta poi il centrodestra. La coalizione avrà sicuramente un proprio candidato, ma al momento non si registra ancora alcun movimento concreto. Secondo gli equilibri interni, l’indicazione dovrebbe spettare a Forza Italia, che sarebbe orientata verso una candidatura civica: un nome esterno ai partiti, riconoscibile in città e possibilmente capace di allargare il perimetro tradizionale della coalizione.
È proprio sul versante della destra, però, che arriva la vera novità. Secondo autorevoli indiscrezioni raccolte da Stylo24, Futuro Nazionale, il partito fondato e guidato dal generale Roberto Vannacci, avrebbe deciso di presentarsi autonomamente alle prossime elezioni comunali di Napoli, con un proprio candidato sindaco e senza accordi con il centrodestra tradizionale.
A Napoli non si tratterebbe di una presenza puramente simbolica. Il progetto prevederebbe una lista completa di 40 candidati al Consiglio comunale, dieci candidati alla presidenza delle altrettante Municipalità e 300 aspiranti consiglieri municipali, trenta per ciascuno dei dieci parlamentini.
Complessivamente, considerando anche il candidato sindaco, Futuro Nazionale si preparerebbe dunque a mettere in campo oltre 350 persone, con l’obiettivo di misurare il proprio radicamento nella terza città d’Italia e costruire una struttura politica presente in tutti i quartieri.
La macchina organizzativa sarebbe già partita e attorno alle candidature si sarebbe aperta una vera e propria corsa, soprattutto per le presidenze delle Municipalità. Sono infatti le candidature politicamente più appetibili: consentono di guidare la campagna nei territori e, anche in caso di mancata elezione alla presidenza, possono comunque determinare l’ingresso del candidato nel rispettivo Consiglio municipale.
Più complessa resta la scelta del candidato sindaco. Tra i primi nomi valutati sarebbe circolato quello di Caio Giulio Cesare Mussolini, pronipote di Benito Mussolini, già ufficiale della Marina militare, dirigente nel settore della difesa e candidato alle elezioni europee del 2019 con Fratelli d’Italia nella circoscrizione meridionale.
Mussolini aveva recentemente espresso un giudizio molto positivo su Vannacci, definendolo «una primavera di freschezza» e apprezzandone la genuinità e la capacità di richiamare la destra ai propri temi originari. La sua candidatura avrebbe avuto un evidente valore simbolico e mediatico, ma, secondo quanto risulta, avrebbe declinato l’offerta.
Futuro Nazionale starebbe quindi lavorando a un profilo differente: una candidatura giovane, possibilmente napoletana, capace di parlare non soltanto all’elettorato tradizionale della destra, ma anche a quella rete di giovani militanti e attivisti cittadini che non si riconosce pienamente nei partiti dell’attuale coalizione di governo.
L’ingresso autonomo della formazione di Vannacci complicherebbe soprattutto la partita del centrodestra. Una lista collocata alla sua destra rischierebbe infatti di sottrarre consensi a Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia, rendendo ancora più difficile la costruzione di una candidatura competitiva contro Manfredi.
Napoli potrebbe così diventare uno dei primi grandi banchi di prova elettorali di Futuro Nazionale: non soltanto una verifica del consenso personale del generale, ma anche della capacità del nuovo partito di selezionare centinaia di candidati, organizzare una campagna capillare e costruire una propria classe dirigente locale.
La moltiplicazione dei candidati potrebbe inoltre avere un effetto decisivo sull’esito della competizione. Più il voto si frammenta, più aumenta la possibilità che nessuno riesca a superare al primo turno la soglia necessaria per essere eletto e che Napoli torni quindi al ballottaggio.
Per Manfredi sarebbe uno scenario da non sottovalutare. Il sindaco uscente partirebbe comunque favorito, ma il secondo turno è spesso una competizione diversa dalla prima: le appartenenze si indeboliscono, gli elettori dei candidati esclusi si redistribuiscono e possono formarsi convergenze impreviste. I ballottaggi, del resto, sono talvolta forieri di sorprese e una sommatoria di consensi contrari all’uscente potrebbe rendere la partita molto più aperta di quanto oggi lasci immaginare il suo indice di gradimento.
Manfredi è dunque avanti, ma rischia di trovarsi davanti non un unico avversario, bensì una pluralità di candidature capaci di erodere sia il campo del centrosinistra sia quello del centrodestra. De Magistris è già in corsa, attorno a Fiola potrebbe maturare un’altra candidatura alternativa, De Luca potrebbe animare una propria operazione o convergere sull’ex sindaco, i candidati civici cominciano a moltiplicarsi e il centrodestra deve ancora scegliere il proprio nome.
A questo quadro si aggiunge ora Futuro Nazionale. Non una semplice lista di testimonianza, almeno nelle intenzioni, ma un’operazione estesa a tutta la città: un candidato sindaco, dieci aspiranti presidenti di Municipalità e liste complete in tutti i parlamentini. Il nome destinato a guidarla non è stato ancora individuato, ma la corsa per occupare tutte le altre caselle sarebbe già cominciata.
De luca , demagistris, Manfredi i soliti nomi quelli che hanno fatto malissimo per Napoli. Poi smettiamola di farci governare da Roma che decide chi deve fare il sindaco a Napoli. L' unica alternativa è Antonio Postorivo. Smettiamola di fare gli schiavi.
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