DOVE RIPOSA LA DIGNITÀ? IL DEGRADO DEL CIMITERO DI MIANO E L’APPELLO AL PREFETTO DI NAPOLI

 

✍️ di Raffaele Ambrosino

Stamattina sono stato al Cimitero di Miano.
Tra le lapidi spezzate e l’erba alta che nasconde i nomi dei defunti, c’erano persone che camminavano sopra quello che un tempo era un giardino, e che oggi è un campo di tombe scoperchiate, fosse aperte e rifiuti abbandonati. Una scena che nessun napoletano dovrebbe vedere, e che invece racconta meglio di qualunque parola il grado di abbandono in cui versa questo luogo.





Quel cimitero non è solo sporco o trascurato, è dimenticato. È l’immagine concreta di una città che non si prende più cura dei suoi morti, e quindi neanche dei vivi.
E allora la domanda nasce spontanea: dove riposa la dignità di Napoli?

Chi amministra la città conosce bene le condizioni di Miano. Da mesi arrivano segnalazioni, foto, denunce, richieste di intervento. Ma nulla si muove. Nessuna manutenzione straordinaria, nessun intervento stabile, nessuna risposta. Solo silenzio e rimbalzi di competenze. Intanto, i cittadini si organizzano da soli, armati di scope e forbici, per ripulire le tombe dei propri cari.

Nei mesi scorsi, un cittadino, esasperato dall’indifferenza, ha scritto una lettera al Presidente della Repubblica per denunciare lo stato di degrado del cimitero. Nel testo parla di viali invasi dalle sterpaglie e di tombe irraggiungibili. È un gesto che racconta tutto: per farsi ascoltare, un napoletano ha dovuto rivolgersi al Capo dello Stato.

Mentre questo accade, dal Comune arrivano proclami su turismo, eventi e Coppa America. Tutto importante, certo. Ma di quale civiltà può parlare una città che mostra i suoi waterfront ai visitatori e lascia i suoi cimiteri in uno stato di abbandono permanente?
Il rispetto dei defunti è la misura della moralità pubblica di una comunità. E Napoli, in questo, mostra il volto peggiore di sé.



Non è un problema nuovo: da Poggioreale a Santa Maria del Pianto, ovunque lo stesso spettacolo di incuria. Ma Miano è il simbolo più crudele, perché lontano dai riflettori, in un quartiere dove la dignità non fa notizia.
Là dove dovrebbero esserci silenzio e raccoglimento, ci sono buche, erbacce, sporcizia e persino resti scoperti.

Il Cimitero di Miano non è solo una vergogna urbana, è una ferita morale aperta. E ogni giorno che passa senza un intervento è una conferma: la dignità di Napoli non riposa più nei suoi cimiteri, ma è sepolta sotto la coltre dell’indifferenza.

A questo punto, non basta più l’indignazione. Serve un atto concreto.
Se il Comune continua a ignorare il problema, sia allora il Prefetto di Napoli a intervenire, perché qui non è in gioco soltanto il decoro urbano, ma il rispetto dovuto ai defunti e il senso stesso di umanità di una città che non può più permettersi di voltarsi dall’altra parte.

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